TRACCE di Rocco Brancati: LUIGI FILIPPI


(Avigliano 20 gennaio 1810 - L'Aquila 28 gennaio 1881) 

A L'Aquila in Abruzzo "fu creato vescovo un illustre figliuolo di san Francesco, fra' Luigi Filippi d'Avigliano de' Minori Riformati, già Provinciale della monastica provincia di Basilicata, e conosciuto pel suo valore nelle scienze fisiche e matematiche, di che altra volta meritamente lo lodammo". (La Scienza e la Fede, raccolta religiosa Scientifica, Letteraria ed Artistica, vol. XXV, Napoli 1853).

Nato ad Avigliano il 20 gennaio del 1810. I genitori (Leonardo e Anna Mecca) gestivano un piccolo forno ed avevano 7 figli. Fu battezzato con i nomi di Vito, Antonio e Sebastiano. A 13 anni fu ammesso nell'Ordine francescano dei riformati nel convento di Santa Maria a Potenza ed ebbe come primo maestro padre Gianfranco de Caggiano che lo istruì ai misteri della fede ma anche all'impegno sociale. Da Potenza passò nel convento di Laurenzana dove fu inviato ad insegnare ai novizi. Ordinato sacerdote prese il nome di fra' Luigi. Presbitero a 24 anni gli fu affidato il governo della comunità monastica. Nel 1838 fu tra i fondatori della "Società Economica" della Basilicata che si proponeva il progresso della Provincia tra le più povere del Regno borbonico. 
Nonostante la giovane età fu riconosciuto per le sue vaste competenze culturali tant'è che venne chiamato a Roma a far parte della commissione incaricata di riformare le scuole francescane. Si occupò specificamente della preparazione dei manuali di scienze, fisica e matematica e scrisse "Physicae institutiones ad usum scholarum". Nel 1844 venne nominato ministro provinciale dell'Ordine e decise di trasferire la sua sede da Potenza ad Avigliano. Qui fondò un gabinetto di fisica e chiamò i novizi sparsi nei vari conventi per impartire lui stesso una più rigorosa formazione religiosa e culturale e introducendo l'insegnamento delle materie scientifiche. Il convento dei riformati di Avigliano divenne in quegli anni un centro culturale aperto anche ai laici dove si svolgevano frequentemente incontri, dibattiti, concorsi di poesia, e si discuteva di scienza. 
Il re Ferdinando II in visita a Potenza nei primi giorni d'ottobre del 1846 volle far visita ad Avigliano al gabinetto di fisica di fra' Luigi noto in tutto il Regno. Il 13 marzo del 1853 Luigi Filippi fu consacrato vescovo dell'Aquila dove avviò la riorganizzazione della diocesi: restaurò ed ampliò il seminario, fece costruire la curia vescovile, rivendicò i diritti sulle proprietà ecclesiastiche, si impegnò per la conservazione del monumento cittadino di San Francesco in Platea. Nel suo discorso in seno all'Accademia di religione cattolica ebbe a dire: "la società è moribonda...ai giorni nostri in cui vedesi l'Europa come in un pendio fatale che mena rapidamente alla perdizione delle anime, ed alla rovina della società...Come mai la moderna società, pur tanto avvanzata in progressi di ogni maniera, giunta, dopo dieciotto secoli di cristianesimo, a tal grado d abbassamento intellettuale e morale?...Ogni malattia si riconosce ai sintomi...possono essi ridursi a quattro principali: e sono il razionalismo, o sia l'emancipazione della ragione da ogni autorità divina in materie dottrinali; il sensualismo, o l'emancipazione della carne da ogni autorità divina in fatto di pubblici e privati costumi; il cesarismo o regalismo, o sia l'emancipazione del potere sociale da ogni autorità divina in argomento di politica; e l'anticattolicismo, o sia l'astio, o diciam pure l'odio implacabile che si professa da tanti contro la Chiesa cattolica e alle sue instituazioni". (Discorso letto da monsignor Luigi Filippi vescovo di Aquila nell'Accademia di Religione Cattolica il dì 1 settembre ultima adunanza del 1864, tipografia Tiberina, Roma 1864). A Roma fu chiamato a contribuire e non solo a partecipare ai lavori del Concilio Vaticano I. Al suo ritorno costituì un comitato diocesano, sollecitò la fondazione di comitati parrocchiali e attuò un intenso programma di visite pastorali in tutto l'Abruzzo. Nella sua "lettera pastorale" disse: "...Sancta catholica apostolica Romana Ecclesia credit ...queste parole, che alcuno di mente ristretta, potrebbe intendere della sola Chiesa o Diocesi di Roma, sono state messe a bello studio per esprimere la Chiesa universale, cioè il corpo tutto dei Pastori e del gregge cristiano dispersi per tutto il mondo, uniti al Romano Pontefice che è il capo visibile di tutto il corpo mistico di Gesù Cristo, ossia di tutta la Chiesa da Gesù Cristo fondata. Ha voluto cioè il S. Concilio aggiungere alle quattro note della vera Chiesa di Gesù Cristo, che sono di essere una, santa, cattolica ed apostolica la nota di Romana per dare al mondo un segno certo e del tutto visibile onde distinguere la vera Chiesa di Gesù Cristo da tutte le false chiese degli eretici che pur non lasciano d'intitolarsi Chiese cristiane, ed ora anche cattoliche ed ortodosse...." (Lettera Pastorale di mons. Luigi Filippi vescovo dell'Aquila al clero della sua diocesi sulle due commissioni dommatiche pubblicate dal Concilio Vaticano, tip Ranieri Guasti, Prato 1871) Nel 1876 fu il primo degli arcivescovi aquilani quando la diocesi venne elevata ad arcidiocesi da papa Pio IX. Il 28 gennaio del 1881, dopo 27 anni di governo della chiesa aquilana monsignor Filippi fu stroncato da una "congestione cerebrale".


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