Emozioni di Gianni Donaudi: IL TRIONFO DEI CASTRACANI


Una delle date più gloriose  della storia della mia famiglia fu  l'ingresso dello Zio Prelato  nella città dell' Italia centrale di cui era stato nominato arcivescovo.
Fin dalle prime luci dell' alba i Castracani si schierarono in ordine di anzianità nella Piazza dove di li a poco si sarebbe svolto lo storico evento.

Zio Rambaldo ostentava le sue decorazioni militari.
Per smentire la diceria che li voleva tutti "analfabeti" tutti quanti sbandieravano una copia della "Diana del Popolo" , organo della Diocesi, ma alcuni per l' emozione la tenevano alla rovescia.
A un certo punto si mescolarono ai Castracani un gran numero di signori vestiti tutti come cinesi :
mia zia domandò loro se per caso appartenessero alla Confraternita di San Bernardino dell'Osservanza, ma la risposta fu stranamente evasiva.
Zio Gianbattista che era il più reazionario asserì che si trattava di pericolosi agitatori comunisti decisi a rovinare la festa.
In realtà costoro erano i ricoverati del vicino Ospedale psichiatrico, per l' occasione messi tutti in libera uscita.
Quando arrivò il corteo vescovile, i " pazzi " , presi da improvvisa esultanza, travolsero i cordoni di polizia spiazzando i Castracani e le Autorità.
 Al nuovo Arcivescovo fu presentato il conte Saracini. L' anziano aristocratico si genuflesso devotamente. Il Presule dopo alcune frasi di circostanza lo invitò a rialzarsi . Il conte rispose con un lamento prolungato.
Finalmente due volenterosi lo sollevarono di peso. Era rimasto con le gambe rattrappate dai reumatismi.
Zio Rambaldo che non aveva più avuto una simile occasione per mettersi in luce, fin dai tempi delle Manovre del 1938 era finito in ultima fila.
Rimontava disperatamente le posizioni facendosi largo a gomitate.
Avanti! - gridava - avanti contro il nemico!...-

Mario Castellano ( Imperia )
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