L'Opinione di Marco Lombardi: Presidenti delle Camere. Per chi suona la campana


Il raggiunto accordo tra Movimento Cinque Stelle e centro destra per l’elezione dei presidenti delle Camere, è un campanello di allarme che il Partito Democratico non si può permettere di ignorare.

L’ipotesi che il centro sinistra passi i prossimi cinque anni all’opposizione non è più così campata in aria, ma non un’opposizione come la sinistra italiana ha conosciuto spesso nella storia di questa repubblica, cioè con una spartizione di risorse e cariche di potere tramite la pratica della politica invisibile. Stavolta il rischio è passare la prossima legislatura senza metter becco su nulla, il che significa innanzitutto non poter onorare tutta una serie di promesse fatte in campagna elettorale e che comunque hanno fruttato dei voti, ma soprattutto farsi terra bruciata attorno. Come noto il potere logora chi non ce l’ha, specie se ha provato il gusto di gestirlo in prima persona. La linea dura annunciata da Renzi e attuata tramite Martina, potrebbe allora avere il sapore amaro dell’isolamento, quello vero e tutto ciò, dalle parti del Nazareno, provocherà più di un mal di pancia.


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