TRACCE di Rocco Brancati: ANDREA SERRAO

(Castel Monardo, 4 febbraio 1731 – Potenza, 24 febbraio 1799) A Napoli il 23 gennaio del 1799 fu proclamata la "Repubblica Napolitana". il 2 febbraio uscì il primo numero del "Monitore napoletano" di Eleonora Fonseca Pimentel, il 12 febbraio venne pubblicato il "Catechismo nazionale pe'l cittadino" di Onofrio Tataranni. Nel frattempo, nel resto delle province, la situazione cominciò a precipitare.
Il cardinale Fabrizio Ruffo sbarcò il 7 febbraio in Calabria con l'assenso regio, riuscendo a costituire in poco tempo un'armata popolare (l'Esercito della Santa Fede). Iniziò la restaurazione borbonica.
A Potenza il fatto di sangue più esecrabile: i "sanfedisti" o presunti tali assalirono il palazzo del vescovado trucidando chi non si fosse dichiarato apertamente per il re borbonico. Uccisero il vescovo Serrao che qualche giorno prima era intervenuto per innalzare l'albero della libertà ed era già fuggito ad un linciaggio. Gli fu tagliata la testa e portata, insieme ad altre per le vie della città. Un documento (il RegIstro de' Morti per l'anno 1799 della chiesa parrocchiale di Tito) fu pubblicato da Giustino Fortunato nel suo "Il 1799 in Basilicata. 
Nota cronologica" edito nella tipografia di Francesco Giannini e Figli a Napoli nel 1899 "Lo stesso Vescovo subito fè erigere l'albero in Potenza con essersi noccordato (sic) lui ed il Vicario Generale e tutta la Canonica, Capitoli, Seminaristi, e uscì nella pubblica piazza per eligere i deputati di detta Città predicando a favore dei Francesi e libertà, ma tanto il popolo non l'acclamò anzi le dissero mille mille improperiose parole facendoli delle macriate (male creanze?), ed il meno che li dissero, non solo che era Giacobino ma Ateo, e volevano ammazzarlo nella detta Piazza, ma tanto li riuscì di scappare via e stiede con gran cautela ristretto nel suo palazzo per circa un mese, ma ecco che finalmente la mattina del 24 febbraio giorno di domenica alle ore 14 si armò buona parte dei Potentini e si portarono in seminario, cercanno dai seminaristi chi viveva ed essi rispondenno Ferdinando IV e così furono esenti e liberi dalla morte; ma non così avvenne al Padre Serra Conventuale Rettore di detto Seminario il quale rispose che viva Francia che nella camerata dei piccoli seminaristi fu ammazzato con due colpi di schioppo, indi principiarono a saccheggiare il Seminario, poi si portarono da monsignore il quale stanto steso a letto e lo fecero fare una morte obbrobriosa sicchè li diedero più botte di baionette ed indi li tagliarono la testa e finalmente diedero il sacco al suo palazzo che era zeppo sè di grano vino olio frutti di dispensa mobili sei cavalli e tutto l'argento e l'oro che certo ascendeva a 12 mila ducati e più a mio credere, oltre di aver tolto tutte le vitrate finestre porte sedie buffette embrici mattoni che non è da credersi che se ne fusse stato che detto Palazzo attaccato alla Chiesa Cattedrale l'avrebbero bruciato; siccome fecero al palazzo dei signori Viggiani e Siani mentre del di detti signori Siani furono anche uccisi e poi tagliata la testa a tutti e quattro questi personaggi le posero in punta di un palo e festeggianno le portarono per torno la città ed indi li situarono sopra il Sedile in questo modo: Il Vescovo. 


Uno dei Siani a destra, l'altro a sinistra e il sig. Rettore sotto a guisa di croce". Ma chi era il vescovo Giovanni Andrea Serrao? "Andrea Serrao nato in Castelmonardo, detto Filadelfia, diocesi di Mileto, segretario della reale accademia di scienze in Napoli Il Serrao aveva scritto in diverse sue opere date alle stampe alcune proposizioni ingiuriose alla santa Sede, e contrarie alle discipline della Chiesa, perloché il Papa non acconsentì che fosse consacrato, se prima non le avesse assolutamente ritrattate. E di questa ritrattazione se ne ha testimonianza dalla seguente lettera, che nell'anno 1783 umiliò al sommo pontefice "Beatissime Pater..." In seguito di questa ritrattazione il pontefice Pio VI confermò l'elezione lì 18 luglio 1783, e dipoi fu consagrato in Roma nel mese di agosto di quell'anno medesimo. Salito il Serrao alla cattedra di Potenza, per mezzo di uomini rinomati, che largamente rimunerò, portò a cime di gloria l'insegnamento, specialmente nel seminario, dove si teneva scuola di filologia, di archeologia, di filosofia, di teologia, di morale, e di dogmatica, di diritto canonico, di storia ecclesiastica, e dei concili, ed in breve quelli stessi che vi apprendevano, passavano a maestri altrove. Ebbe egli tanto grido nelle scienze sagre che era notissimo in Italia, e fuori. Le sue opere teologiche erano tenute in altissima stima. Il Serrao eresse da' fondamenti la cattedrale, sopra disegno di Antonio Magri discepolo rinomato del Vanvitelli. Erasi proposto di lasciare ricordi in tutti i villaggi soggetti alla chiesa potentina, ma le sole ville di Avigliano, di Vignola, e di Ruoti videro di nuovo erette per di lui munificenza le loro chiese, perché la morte impedì di mandare ad effetto qual suo pietoso pensiero" (conte Severino Servanzi Collio, Serie dei vescovi delle chiese cattedrali di Potenza e di Marsico-Nuovo nella Basilicata, tipografia delle Belle Arti, Roma 1867). Un profilo del personaggio fu tracciato da Bonaventura Ricotti nel suo (Cenno storico delle chiese vescovili di Potenza e Marsico-Nuovo, stamperia di Giovanni Ranucci, Napoli 1848) "...Veniva in Potenza così voglioso di bene, che al primo apparire, viste le gotiche brutture della sua cattedrale, la crollò per ergerla dalle fondamenta con sentito concetto di Antonio Magri, discepolo celebrato di Vanvitelli. ..Egli quotidianamente maestro di quelle dottrine, statuì collegio di giovani si prosperoso e promittente, che in breve quegli stessi discenti furono maestri di color che sanno. Se il vero io parlo il dicano fra molti i nomi di Giuseppe Antonio Giambrocono teologo, del cantore Emanuele Viggiani, al mancar de' quali parve si spegnesse l'ultima e la maggior vampa del sapere potentino, e decoro di quel Capitolo maggiore: lasciando cara loro memoria per bellezza d'animo e per altezza di studi, unitamente a Gerardo Penna arcidiacono, nome celebratissimo per cognizioni giuridiche..."


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