TRACCE di Rocco Brancati: FRANCESCO DE SARLO


(San Chirico Raparo 3 febbraio 1864 - Firenze 14 gennaio 1937) 

Nella storia della psicologia italiana Firenze riveste grande importanza: qui, infatti, nel 1903 presso il Regio Istituto di Studi Superiori, antenato dell’Ateneo fiorentino, nacque, sotto la guida di Francesco De Sarlo, il Laboratorio di Psicologia Sperimentale, il primo e il più importante centro italiano dedicato alla ricerca sperimentale.

A Firenze Paolo Lamanna (1885-1967), il filosofo dello spiritualismo, si formò nell'ambiente culturale dominato dalla figura di De Sarlo. Come scrisse Nicola Abbagnano "Con Paolo Lamanna scompare l'ultimo rappresentante, in Italia, di quel criticismo spiritualistico che nel nostro Paese come in Germania e in Francia si propone di difendere l'assolutezza dei valori e la trascendenza di Dio" ("E' morto Paolo Lamanna, uno dei più lucidi e coerenti pensatori" in "La Stampa" martedì 13 giugno 1967, p. 7). A Firenze Giuseppe De Robertis (1888-1963) sempre attento ai valori lirici creò una vera e propria scuola di critica letteraria non disgiunta da un sottile gusto per lo stile. 


Tre lucani: De Sarlo, Lamanna e De Robertis, tre personalità indissolubilmente legati alla cultura italiana del primo Novecento. Francesco De Sarlo nacque a San Chirico Raparo il 3 febbraio del 1864 da Luigi e Stella Durante. "Egli proviene da una famiglia nella quale era quasi tradizionale la professione di medico e dopo aver compiuti i primi corsi di studi nel suo paese natale, anch'egli nel 1997 si laureò in medicina all'Università di Napoli, al tempo in cui l'Ateneo napoletano contava tra i più illustri maestri di studi filosofici, Bernardo Spaventa, Augusto Vera, Francesco Fiorentino, Antonio Tari". (Sergio De Pilato , "Francesco De Sarlo", Giornale di Basilicata, Anno XIII, n. 49, Potenza 8-9 dicembre 1923). I suoi ricordi d'infanzia a San Chirico Raparo non furono felici. Scrisse di essere stato un bambino solitario. I genitori anziché mandarlo a scuola lo fecero istruire da uno zio sacerdote e da un precettore, Gli mancarono i giochi con gli altri bambini. 


A Napoli risentì di questa "abitudine all'isolamento" che comportò una sua incapacità a relazionarsi con gli altri, a socializzare. Dopo la laurea a Napoli cominciò ad esercitare la professione medica ma continuò ad interessarsi di filosofia, disciplina che durante tutti gli anni universitari aveva suscitato un maggiore interesse. Il suo primo studio fu un approfondimento dell'evoluzione e delle teorie antropologiche poi pubblicate sul volumetto "Studi sul darwismo" (1887) ma dedicò al "sogno" le sue attenzioni speculative. 


Nel saggio "I sogni: saggio psicologico" (1887) evidenziò che i sogni possono essere il risultato di sollecitazioni esterne ed interne; sensazioni che vengono trasfigurate nella fantasia del dormiente. Aggiornatissimo sulle ricerche effettuate sulla materia De Sarlo studiò i metodi di Hippolyte Bernheim (1840-1919) che era stato tra i primi ad applicare la tecnica dell'ipnosi a scopo terapeutico. Contemporaneamente sulla "Rivista di Filosofia Scientifica" pubblicò il suo primo articolo dedicato alla psicopatologia ricostruendo la storia del concetto di pazzia. Nel 1890 De Sarlo tirocinante presso l'ospedale psichiatrico "San Lazzaro" di Reggio Emilia e nel 1892 assistente di medicina legale nell'Università di Bologna cominciò a dedicarsi con maggiore interesse alla filosofia anche per effetto, nel 1893, della pubblicazione di due monografie dedicate alla logica e alla psicologia di Antonio Rosmini-Serbati (1797-1855). Grazie alla conoscenza e poi amicizia del filosofo Luigi Ferri (1828-1895) che lo presentò all'Accademia dei Lincei, De Sarlo approfondì quelle che chiamò "Le basi della psicologia e della biologia secondo il Rosmini considerate in rapporto ai risultati della Scienza moderna" titolo di un suo lavoro, dedicato proprio a Luigi Ferri. Nel 1900 vinse il concorso per la cattedra di filosofia teoretica presso l'Istituto di studi superiori di Firenze. Esordì con una prolusione, il primo marzo sul tema "Il concetto dell'anima nella psicologia contemporanea". Sabato 16 gennaiol 1904, nella palazzina di via Gino Capponi n.3, con una dissertazione sugli "Orizzonti della psicologia sperimentale" diede inizio all'Istituto di psicologia sperimentale grazie anche al sostegno dello storico Pasquale Villari all'epoca presidente della Sezione di Filosofia e Filologia. Istituto che di fatto era già nato l'anno prima e che era stato ipotizzato dal Villari fin dal 1902. Da quel momento "la psichiatria quanto per la psicologia, gli insegnamenti si concepivano infatti, per essere scientifici, non limitati alle sole lezioni teoriche: solo l'esercizio e l'esperienza negli archiivi o nelle cliniche, o nei laboratori avrebbe trasformato gli studenti in ricercatori e professionisti delle varie specialità". (Patrizia Guarnieri, Senza cattedra. L'Istituto di psicologia dell'Università di Firenze tra idealismo e fascismo, University Press, Firenze 2012). Francesco De Sarlo firmò il Manifesto degli intellettuali antifascisti e nel 1926, durante il VI congresso della società filosofica italiana, tenne un famoso discorso su "L'alta cultura e libertà" che lo riavvicinò a Benedetto Croce. "Chi crede in certe verità ha il dovere di manifestarle, qualunque possano essere gli effetti. Del resto la parola che può apparir vana in un certo momento e in certe condizioni, può essere come il seme che rimane bensì durante l’inverno sepolto sotto la neve, ma che aspetta la primavera per poter germogliare...". Nel momento in cui la sua filosofia avrebbe potuto avere una larga diffusione e riconoscimenti fu esautorato dal fascismo, perse la cattedra universitaria e finì per ritornare in quell'isolamento -questa volta forzato- che ne aveva caratterizzato l'infanzia. La complessa personalità di Francesco De Sarlo fu al centro di un convegno promosso a Potenza nell'ottobre del 1994 da "Velia. Rivista di Filosofia Teoretica" diretta da Giuseppe Mario Pizzuti, i cui atti furono pubblicati nella collana "Filosofi lucani" (diretta da Ciro Senofonte) dall'editrice Ermes.


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