TRACCE di Rocco Brancati: PIA VIVARELLI


(Montescaglioso 11 luglio 1945 - Pisa 19 febbraio 2008) 

Eminente storica dell'arte, studiosa di fama internazionale del Novecento italiano e massima esperta dell'opera pittorica di Carlo Levi e Alberto Savinio, Pia Vivarelli morì nell'ospedale di Pisa, in seguito a complicazioni legate ad un trapianto di fegato. Aveva 62 anni.

Era il 19 febbraio del 2008, dieci anni fa. Per volontà del marito Fiorello Angeleri i funerali si svolsero a Roma presso l'Accademia Nazionale di San Luca della quale l'insigne storica dell'arte era socia. Pia Vivarelli era nata a Montescaglioso nel 1945. Lo zio materno era il generale Benedetto Casella (laureato in medicina e chirurgia nel 1914 all'Università di Bologna con una tesi su "Pesudoleucema linfatica e morbo di Hdgkin") mentre la nonna materna Aurora è stata una maestra e grande filantropa (aveva fondato una casa di accoglienza per bambini poveri e si era occupata di orfani di guerra). Da Montescaglioso l'intera famiglia si era trasferita a Bari dove Pia cominciò a coltivare una forte passione per la storia dell'arte. Si laureò infatti all'Accademia delle Belle Arti dove rimase ad insegnare per alcuni anni. Da Bari si trasferì poi a Roma. Direttore della sezione del Novecento presso la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma fino al 1990, Pia Vivarelli ricopriva anche l'incarico di professoressa ordinaria di Storia dell'arte contemporanea nella facoltà di Lettere e Filosofia dell'Istituto Universitario Orientale di Napoli. Pubbicò in quegli anni diversi saggi e articoli sulla pittura metafisica e sul surrealismo, sull'arte italiana tra le due guerre, sulla pittura informale e sull'arte degli anni Sessanta. Nel 1996 portò a compimento il catalogo generale di Alberto Savinio. Con intelligenza e onestà intellettuale aveva riallacciato i fili del dibattito sulla politica dell’arte durante il ventennio, rivisitando figure come Giuseppe Bottai. Aveva inoltre diretto con competenza e grande professionaiità la Fondazione Carlo Levi dopo la presidenza di personalità del calibro di Linuccia Saba e Giovanni Russo. (Dopo di lei presidente della Fondazione fu il nipote di Levi Guido Sacerdoti). Studiosa dagli orizzonti ampi, Pia Vivarelli si era occupata anche di informale e d'arte degli anni Sessanta. Di particolare interesse il suo lavoro approfondito su Gastone Novelli, del quale aveva firmato una grande antologica al Museo d'arte Moderna di Trento (1999), ma non aveva potuto portato a termine il catalogo ragionato per il sopraggiungere della malattia, impresa conclusa da studiosi, che erano stati suoi allievi, quali Marco Rinaldi, Alessandra Tiddia e Paola Bonani. I suoi contributi scientifici sono apparsi anche sui cataloghi del Centre Pompidou di Parigi, della Royal Academy e della Tate Gallery di Londra, del Louisiana Museum di Humlebæk. Tra le numerosissime curatele di mostre vanno ricordate le più significative: De Chirico, Galleria Nazionale di Arte Moderna, Roma, 1981; Birolli, Palazzo Reale, Milano, 1989; Perilli, Roma Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma, 1989; Novelli, Museo d’Arte Moderna, Trento, 1999. Infine tra le numerose collaborazioni con istituzioni estere si ricordano interventi con il Museo di Arte Occidentale di Tokyo, il Centro Pompidou di Parigi, la Royal Academy e la Tate Gallery di Londra, la Staedtische Kunsthalle di Dusseldorf, il Louisiana Museum di Humlebaeck. Nel gennaio del 2004, a Napoli, i suoi 54 allievi di Storia dell'arte contemporanea misero su, nello spazio di un anno accademico, una factory in grado di curare, allestire, produrre mostre e divulgarle all'esterno. Un'iniziativa non solo didattica perchè per la mostra furono utilizzate sei opere mai esposte prima e in cattivo stato di conservazione di Levi, restaurate da insegnanti e allievi dell'Istituto Centrale del Restauro di Roma. Scrisse Giustina Coda dell'Accademia delle Belle Arti di Bari: "Giovane studentessa universitaria, preparavo la mia tesi in Storia dell'Arte, argomento "L'oggettualità dadaista"- Seguiva il mio lavoro la professoressa Pia Vivarelli che mi consigliò di andare a consultare i testi nella biblioteca del'Accademia... Pia Vivarelli, la cui competenza ed entusiastico impegno, aveva dato un notevole impulso allo studio della storia dell'arte nella nuova istituzione, avrebbe presto lasciato l'Accademia per altri prestigiosi incarichi, consegnandoci però una importante e ancora inesaurita eredità. La biblioteca era l'unica in città ad avere una ricca raccolta di testi e riviste nel settore dell'arte contemporanea, un cospicuo patrimonio che negli anni è stato progressivamente incrementato con testi, cataloghi e riviste...("Verso il Museo per una collezione di arte contemporanea dell'Accademia di Belle Arti di Bari, a cura di Giancarlo Chielli, Gangemi editore, 2015 Roma). Nel 2015 l'Accademia di San Luca di Roma si arricchì di un fondo librario di opere specialistiche di particolare pregio. Sul giornale on-line dell'Arte.com il commento: "I cinquemila volumi che costruiscono la donazione Vivarelli sono l’eredità di una studiosa, che ha saputo affrontare con lucidità ed etica intellettuali studi impervi, come quelli su Giorgio de Chirico e Alberto Savinio negli anni ’70, quando ancora la loro opera veniva guardata con diffidenza ( e il Grande Metafisico era ancor vivo)". "La morte di Pia Vivarelli priva il mondo degli storici dell' arte di uno dei suoi membri più solari, e valorosi. Chiunque l' abbia conosciuta, ha ammirato in questa donna forte e insieme ridente, determinata e schiva, la capacità d' esser sempre presente nelle circostanze cruciali per la nostra arte, pur essendo lei l' antitesi stessa del presenzialismo più inutile e vanesio; e ha amato in lei la capacità puntigliosa di ricerca, la scrittura limpida, il trasporto per la materia che s' era scelta - l' arte contemporanea, e soprattutto quella italiana, che con una lunga serie di studi aveva sempre cercato di individuare come trainante a fronte di quella europea".(Fabrizio D'Amico, Pia Vivarelli una lunga esperienza...in "la Repubblica" 25 febbraio 2008). Oltre che all'Accademia di San Luca a Roma anche a Montescaglioso la locale Biblioteca comunale è dedicata a Pia Vivarelli. ----- Il 12 luglio del 2001 raccolsi a casa di Pia Vivarelli a Roma una lunga intervista sulle imminenti celebrazioni per il centenario dalla nascita di Levi (1902-2002). - Quali iniziative sono in itinere per celebrare questo anniversario? - Il comitato scientifico non si è ancora riunito per decidere delle specifiche iniziative che saranno prese per il centenario ma già nell'avanzare la richiesta al Ministero di costituire questo comitato, la fondazione ha avanzato delle ipotesi di lavoro. Volevamo soprattutto sottolineare, in occasione del centenario, la complessità di formazione culturale di Levi. Quindi coinvolgere le diverse amministrazioni: da Torino ad Alassio, a Roma e naturalmente alla Basilicata. In maniera che si ricostituisca questa figura di intellettuale che si forma nella Torino degli anni Venti e che poi ha contatti internazionali per tutti gli anni Venti e Trenta, assai intensi. E' a Parigi per molti anni , è pittore conosciuto nell'ambiente parigino in maniera larga agli inizi degli anni Trenta e poi queste successive tappe, il soggiorno a Roma preceduto dal confino a Matera (Grassano ed Aliano) e dagli interessi per il meridione che saranno mantenuti anche a livello di iniziativa e riflessione politica assai viva negli anni Cinquanta, Sessanta e ancora negli anni Settanta. E allora le iniziative concrete dovrebbero sottolineare questo aspetto di complessità culturale anche geografica di Levi attraverso ...pensavamo una mostra, ma non una mostra di dipinti soltanto ma documentaria che unisse dipinti a presentazione di documenti che illustrino il Levi scrittore, il Levi politico insieme. Un'altra iniziativa è quella di realizzare un CD su Levi per diffonderne la conoscenza soprattutto presso i giovani quindi con un accordo di diffusione per le scuole. E l'altra iniziativa la creazione di un sito internet in cui si possa consultare tutto l'archivio, la schedatura dell'archivio della Fondazione Levi costituita da due nuclei fondamentali: l'archivio di corrispondenza e di manoscritti o di documenti relativi all'attività letteraria, l'altro un archivio relativo all'attività di pittore. Altro e ultimo punto che ci interessa concretizzare per il centenario era quello di finalmente pubblicare un catalogo ragionato di tutta la raccolta, di tutti i dipinti di proprietà della Fondazione. E' un nucleo molto importante non solo per qualità anche per numero perché la Fondazione possiede oltre 800 pezzi, soprattutto dipinti, qualche disegno e alcune grafiche ma è importante soprattuto il fondo dipinti. Segue tutta l'attività del pittore dagli anni Venti e fino agli anni Settanta. E volevamo finalmente pubblicare questo catalogo generale perché non ci sono pubblicazioni complete su Levi. Abbiamo cominciato come Fondazione a pubblicare per temi: alcuni esempi del Levi pittore, l'anno scorso c'è stata una mostra sui ritratti, quest'anno tra settembre ed ottobre si inaugura presso la nostra sede una mostra dedicata ai paesaggi però la sede è piccola e possiamo ogni volta presentare al pubblico poche opere, non più di trenta opere, quindi una selezione molto ristretta, ma solo l'occasione per realizzare lo studio scientifico del nostro materiale. - E poi c'è, credo, il recupero delle opere letterarie di Levi compresi alcuni inediti? La prosecuzione della pubblicazione di scritti poco noti o inediti di Levi. L'archivio della fondazione raccoglie gran parte delle opere leviane, almeno la maggior parte o contiene degli inediti. Con l'editore Donzelli si è avviata la pubblicazione di questa collana di opere in prosa di Levi, che prevede l'edizione di otto volumi divisi per tematiche. Il primo è stato dedicato agli scritti sull'Italia in generale, il secondo sulla critica d'arte, il terzo agli scritti letterari e via via gli scritti politici o ai grandi viaggi, quindi reportage, e ancora il libro di carattere antropologico di Levi. Gli scritti politici saranno invece raccolti dal Senato nella collana dedicata agli interventi dei vari senatori. In questo modo collegare questi scritti più noti ad una saggistica o a interventi su quotidiani o tavole rotonde e convegni poco noti e che ripropongono temi anche cose molto attuali (si pensi al problema dell'autonomia) collegato ai problemi recenti..Ecco questo il progetto che si concluderà nel 2003 ma collegato come momento centrale all'iniziativa del Centenario.


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