TRACCE di Rocco Brancati: ROCCO LUIGI GALLIPOLI


(Montescaglioso, 7 ottobre 1932 – Maputo (Mozambico), 18 febbraio 2004) 

"Se ne va un grande uomo che ha onorato l'Italia nel mondo portando i valori della solidarietà, della fratellanza dell'altruismo" Il 18 febbraio del 2004 terminava la sua vita terrena padre Prosperino, un missionario che per tutta la vita fu animato dalla stessa, irrefrenabile volontà di continuare a spendere tutto se stesso per aiutare i più sfortunati.

Rocco Luigi Gallipoli (padre Prosperino) nacque il 7 ottobre del 1932 a Montescaglioso. A 16 anni entrò nel noviziato dei Padri Cappuccini di Alessano in provincia di Lecce. Compì gli studi ginnasiali a Scorrano sempre nel Salento e quelli di Teologia a Bari nella Basilica Pontificia del santuario di Santa Fara. Aveva 35 anni quando il 2 marzo del 1957 partì in missione per lo Zambesi attuale Mozambico, allora colonia Portoghese. 


Dal 1959 al 1965 svolse un'intensa e cristiana attività di missionario in Africa come "coadiutore" a Morrumbala e Mopeia, due dei villaggi più poveri ed isolati nella provincia di Mambezia. Dal 1971 al 1977, Superiore Regolare, gli fu affidata la responsabilità delle missioni. Intanto nel 1975 il Mozambico aveva conquistato l'indipendenza dal Portogallo e le missioni vennero, erroneamente, considerate espressioni del coloniialismo. Padre Prosperino fu espulso ma la nomina a Ministro degli Esteri (successivamente fu anche presidente) di Joaquim Alberto Chissano riconobbe l'opera meritoria del missionario lucano e lo riportò nel paese africano. Questa volta padre Prosperino si stabilì a Maputo, la capitale, dove si impegnò nell'opera di formazione e intensificò il coordinamento delle attività sociali: fondò le scuole secondarie a Morrumbale, creò l'Unione generale delle cooperative, riunendo ben 227 strutture produttive del paese. Per la sua opera meritoria il presidente della Repubblica italiano Ciampi lo insignì del titolo di Commendatore della Croce dell'Ordine della Stella della Solidarietà Italiana. Anche la Basilicata (con l'allora presidente Bubbico e l'arcivescovo di Matera Ciliberti) nel settembre del 2002 visitarono le missioni di padre Prosperino in Mozambico e parteciparono alla raccolta di fondi internazionali. 



A Padre Prosperino è stata intitolata una piazza a Montescaglioso in ricordo di un uomo che non scrisse opere letterarie, che non fece parte di eventi legati alla storia della Basilicata ma che è stato nella modestia di una vita cristiana, un gigante della solidarietà e dell'altruismo che va ricordato tra gli "uomini illustri" della Basilicata. ----- Su laRepubblica@Scuola gli studenti del liceo scientifico "Dante Alighieri" di Matera scrissero: "Una piazza di Montescaglioso in provincia di Matera porta il nome ”Piazza Prosperino Gallipoli” luogo di aggregazione sociale in cui noi giovani montesi ci riuniamo nelle serate d’estate. Padre Prosperino era un frate Cappuccino nato a Montescaglioso nel 1932, missionario in Mozambico dal 1959 al 2004. Nella graduatoria dell’indice di sviluppo umano, il Mozambico è al quartultimo posto su 187 paesi. 


Questo frate sconosciuto a molti ha impostato la sua opera missionaria su due fronti: il primo sull’ evangelizzazione del popolo del Mozambico, il secondo sul fronte dello sviluppo economico di quest’area depressa del terzo mondo. Padre Prosperino Gallipoli ha dato il “pane” e la libertà attraverso la fondazione dell’UGC (Unione Generale delle Cooperative) operante nel settore agricolo con specificità nell’allevamento dei polli. L’emblema dell’UGC è una donna con una zappa sull’omero e un bambino in braccio con la scritta: ”Producendo ci formiamo e ci liberiamo”. All’inizio della sua opera mise insieme donne senza casa, poverissime e totalmente analfabete; con la costituzione delle prime cooperative, pose le condizioni affinché queste donne potessero avere un piccolo reddito per l’economia famigliare. Al 95 % le cooperative dell’UGC sono formate da donne e oggi probabilmente è la cooperativa più grande d’Africa. Attualmente sono circa 6000 le donne che lavorano nelle Cooperative in Mozambico nella zona della capitale, le attività sono diversificate in campo agricolo, ma la struttura portante rimane sempre l’allevamento dei polli: dalla nascita alla macellazione. Per permettere alle donne di lavorare sono sorti asili per l’educazione della prole e scuole superiori per la formazione di tecnici in agricoltura. L’UGC non è solo un’attività economica-commerciale, ma è diventata anche una casa, una collettività per curarsi ed istruirsi. L’impegno di padre Prosperino era senza limiti di tempo, la sua abitazione in Mabuto era il punto di incontro di cooperativiste analfabete, di tecnici ma anche di intellettuali, tutti con lo scopo di migliorare l’attività. Dietro la sua scrivania aveva una scritta: “ Siamo quello che facciamo, nei giorni in cui operiamo viviamo veramente! Quando non operiamo viviamo appena.” La stessa frase è ritratta nel centro di “piazza prosperino Gallipoli” a Montescaglioso. Padre prosperino Gallipoli con la sua idea e la sua forza di volontà lottando contro tutti gli ostacoli che incontrava lungo la strada del suo progetto è riuscito a trasformare la mentalità da passiva ad attiva da una zona d’Africa che subisce a zona che produce, prospettando nuovi orizzonti a questa gente per svincolarsi da una situazione di sottosviluppo e schiavitù".


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