Schermi Riflessi di Armando Lostaglio: VIVA KINO !!! La regista Lia Beltrami presenta ad Hollywood il suo film


La regista trentina Lia Beltrami ha girato in questi anni una serie di documentari sulle condizioni di vita degli “ultimi” della terra, in diversi continenti dall’Africa alle Americhe al Medio Oriente alla stessa Europa.

La sua maniera di girare è sostenuta e ritratta da un entusiastico senso di coinvolgimento e dal portare a conoscenza luoghi e personaggi altrimenti sconosciuti o irrimediabilmente nell’oblio. Un senso leggero ed ostinato che dirime l’ansia di esporre ed ostentare la partecipazione verso quanto viene alla luce. In questo ultimo documentario (dura un’ora), presentato ad Hollywood in questi giorni, dopo essere stata al Duomo di Atella, la regista va a fondo e santifica i luoghi e le persone che da almeno quattro secoli venerano per tradizione o per una percezione divina un sant’uomo, Padre Kino. 



Era un gesuita, si chiamava Eusebio Francesco Chini, partito dalla Val di Non nel Trentino dove era nato il 10 agosto del 1645; approdato come giovane missionario fino alle lontanissime e desolate terre del Messico e la California, fino ad allora questa considerata isola e non penisola. Era un intellettuale completo Padre Kino (così ribattezzato), uomo di scienza e di fede, cartografo e geografo, astronomo e matematico. Un accademico che avrebbe tranquillamente potuto intraprendere la strada dell’insegnamento in Italia e portare comunque frutti di sapere alle comunità. Scelse invece di attraversare gli oceani, potendo finire in Cina (suo desiderio per gli approfondimenti scientifici cui era dedito) ed invece a sorte gli è capitato quel luogo abitato da tribù spesso in conflitto, al confine naturale fra i nativi del nord e quelli del sud dell’immenso continente, spartiacque delle dominazioni coloniali degli europei. Gli stessi che rendevano in schiavitù gli indigeni, sfruttati nelle miniere e trattati senza alcuna dignità. Padre Kino invece operò come portatore di decoro e di riscatto, considerando quelle popolazioni degne di accettare la fede e vedere momenti di sacralità universale e di fratellanza. Sarà per questo che il film di Lia Beltrami riesce a dare forza e ardimento a queste comunità che da secoli si sentono uniti dal messaggio che viene da lontano nei secoli, e che la tradizione rende ancora vivo, il cui spirito aleggia nei deserti che uniscono quelle lande remote. Cavalcando tra le missioni fondate da un gesuita nel XVII secolo, Maria, giovane istruttrice di rodeo, scopre le origini della devozione diffusa in tutto il Messico verso padre Kino. Suo padre, Josè Luis, e gli zii da decenni compiono pellegrinaggi a cavallo sulle rotte del padre del deserto. Con loro, c’è anche il ranchero scrittore Richard Collins, dell’Arizona. La loro amicizia, in nome di padre Kino, supera anche il muro più degradante lungo il confine. Durante le cavalcate Maria impara a conoscere le missioni fondate da padre Kino, le sue scoperte geografiche, astronomiche, in agraria, il suo essere stato il primo a costruire il sistema del ranch, ma anche fondatore dello stato dell’Arizona e grande apostolo dei Tohono O’Odham, i Pime, il “popolo del deserto”. Maria compie anche un viaggio interiore, che la porta a confrontarsi con l’attualità molto dura delle regioni di confine. La vita dei Tohono O’Odham è molto difficile ed incombe l’ipotesi dell’estensione​ del muro, voluto dal Governo Trump che taglierebbe in due le loro terre. Il deserto percorso dai traffici dei narcos, ha cambiato il volto di una terra dura ma stupenda. Il dramma dei deportati e dei clandestini, che vede infrangersi tante vite umane, è lì davanti a loro. I centri di accoglienza compiono un lavoro sovraumano e sono intitolati a padre Kino, la Kino Border Initiative. Maria e gli altri cavalieri, seguendo i passi di Kino, ci raccontano la storia del gesuita venuto dalla Val di Non, e insieme la complessità di un mondo contemporaneo pieno di contraddizioni, ma che proprio da padre Kino trae ispirazione per andare avanti con speranza. Lia Beltrami ha ricevuto il Leone d’Oro per la Pace 2017. È stata direttrice artistica degli allestimenti del padiglione della Santa Sede ad EXPO Milano 2015. Il padiglione ha ricevuto il primo premio per il miglior sviluppo del tema. E poi sempre per la Santa Sede, ha realizzato l’esibizione fotografica in Kazakistan a EXPOAstana 2017. Nel 1997 ha fondato Religion Today Film festival, il primo festival cinematografico sul dialogo interreligioso. E’ stata nel direttivo del Festival della Montagna di Trento. Ha fondato il gruppo Donne di fede per la Pace a Gerusalemme. E’ autrice di libri, ultimo dei quali l’autobiografia Libertà Incontro Avventura . Attualmente è presidente della casa di produzione Aurora Vision, advisor per il Dhaka Film Festival e parte della House of Wisdom di Granada. https://vimeo.com/246809438 auroravision
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