TRACCE di Rocco Brancati: RAFFAELE ACERENZA


(Pignola 1815 - Potenza 9 febbraio 1895) 

Raffaele Acerenza con la moglie Maria Gerarda Brancati, erigeva l'ospizio a Potenza nel 1886; l'edificio fu costruito nel 1897 ed ampliato nel 1909 (Carlo Rutigliano, Cento cuntane: Potenza e la Basilicata tra 1800 e 1930, Cava de' Tirreni, 1977).


Raffaele Acerenza ebbe accanto mons. Durante che lo incoraggiò nell'opera socialmente necessaria e cristianamente meritoria. Fu il vescovo Michelangelo Pieramico, qualche tempo prima, che d'intesa con l'Intendente Duca Della Verdura aprì nel capoluogo un orfanotrofio femminile "per togliere dall'ignoranza e dal pericolo della corruzione e del pervertimento le fanciulle povere, orfane e reiette dai genitori".(Gerardo Messina in "Bartolo Longo e la Basilicata" , atti del convegno storico, a cura di Francesco Volpe, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 1983). "L'ospizio trae la sua origine e il suo nome dalla carità benefica di un lavoratore, Raffaele Acerenza. Questi, fondato il ricovero, con atto pubblico del 28 novembre 1886, in nome proprio e della consorte Maria Gerarda Brancati, lo donava ai vecchi inabili del lavoro. Raro esempio di umiltà, Raffaele Acerenza e la moglie furono i primi vecchi ricoverati nella Istituzione. Il fabbricato è posto nella parte di mezzogiorno del Rione S. Rocco. 


Oggi, dopo quaranta anni dalla sua costruzione...tra vecchi e vecchie vi sono attualmente ospitati sessanta ricoverati...Essi sono amorevolmente assistiti e guidati dalle Suore "Figlie di S. Anna"... Nell'ingresso dell'Istituto, per volontà del fondatore, vi è un quadro con l'indicazione "Albo dei benefattori"." ("La Basilicata nel mondo, Anno III, n.4 settembre 1926). 


Sempre il giornale di Giovanni Riviello ricordò che "il prefetto Vincenzo Quaranta nel 1909, lo ampliava con nuove costruzioni e vi ricoverava anche le orfane del terremoto calabro-siculo , dividendone la proprietà e le funzioni tra l'ospizio e l'orfanotrofio. Così, dunque, troviamo oggi le orfane nella Casa di loro proprietà, insieme alle orfane di guerra, intente all'esplicazione delle faccende di casa per divenire buone massaie, ed a proficuo lavoro per divenire operaie. Traversato un periodo di stati e di perplessità che l'opera silenziosa e tenace, l'abnegazione delle Suore di S. Anna vinse, le orfane sono in procinto di proclamare il loro ricovero "Istituto Modello". 


I vari laboratori funzionano e, sempre più perfezionandosi attirano la simpatia dei buoni. Circa cento orfane vi sono ricoverate, ripartite in sezioni secondo l'età e le attitudini. Esse non hanno un un semplice ricovero, ma apprendono a poter anche da sole guadagnare le vita: apprendono a guardare tranquille in faccia al domani, sicure che le virtù apprese potranno loro dare pane duraturo... Con recente provvedimento, il Commissario prefettizio presso il comune di Potenza, dott. avv. Antonucci, su analoga richiesta del Consiglio di Amministrazione - auspice il Prefetto della Provincia - ha concesso un locale adiacente al fabbricato per uso di laboratorio...("La Basilicata nel Mondo", Anno I, n. 3-4 Novembre 1924). 


Raffaele Acerenza nacque a Pignola nel 1815 (forse il 26 febbraio). Nel 1830 con tutta la famiglia si traferì a Potenza dove avviò un'attività commerciale. Una vita morigerata, lontana da ogni eccesso. Dopo il matrimonio con Maria Gerarda Brancati ad una condotta onesta e regolata aggiunse una più accentuata frequentazione dei riti religiosi. Pur non parteggiando per i Borbone si mantenne estraneo ai moti insurrezionali del 1848 e del 1860. Quell'anno rimase accanto all'amico musicista Francesco Stabile, gravemente ammalato, fino alla sua morte, l'11 agosto 1860, a soli 59 anni. Crebbe in lui un forte desiderio filantropico. Ad iniziative caritatevoli nei confronti degli orfani di guerra unì frequenti iniziative a favore dei poveri. 


Alla sua tavola, nei giorni festivi ma in particolare a Natale e Pasqua venivano invitati nullatenenti e famiglie fortemente disagiate. Su suggerimento del sacerdote Antonio Riviello concorre in modo notevole alla sottoscrizione popolare per la costruzione a Potenza di un ospizio di mendicità. "Il Riviello riesce a vincere la riluttanza dei politici del comune i quali reputano "non rilevante" il problema dell'assistenza agli anziani. 


Essi negano, infatti, per alcuni anni, la licenza di costruzione dell'edificio utile ad accogliere i vecchi diseredati. Il rifiuto nasce dal fatto che Acerenza è un cattolico non in linea con il "laicismo massonico" allora imperante nell'amministrazione comunale...la struttura venne costruita e ultimata nel 1887 nei pressi della chiesa di S. Rocco con i fondi raccolti tra i potentini e i pignolesi" (Angelo Lucano Larotonda, riprendiamoci la storia, Dizionario dei lucani, Electa, 2012). Raffaele Acerenza morì il 9 febbraio del 1895 all'età di 80 anni. 


La che gli sopravvisse per qualche anno decise poi di lasciare all'Ospizio di Mendicità tutto il patrimonio famigliare, grazie al quale fu possibile potenziare e ammodernare le iniziative dell'Istituto che fu destinato anche ad ospitare le orfanelle e i laboratori di apprendistato oltre che, qualche anno dopo, anche una sezione degli ammalati di mente prima del "Don Uva".


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