TRACCE di Rocco Brancati: GIOVANNI NINNI


(Venosa, 27 febbraio 1861 – Napoli, 15 aprile 1922) 

Precursore della chirurgia cardiaca il prof. Giovanni Ninni è ricordato nel recinto degli uomini illustri a Poggioreale a Napoli. Nacque a Venosa il 27 febbraio del 1864 dal dottor Gaetano di antichissima famiglia venosina e da Giuseppina Vinci-Pantini appartenente ad una facoltosa famiglia napoletana.

Mostrando ben presto un'intelligenza non comune fu precoce negli studi. A Napoli frequentò i ginnasio e il liceo nell'Istituto Umberto I. Si laureò giovanissimo in medicina e chirurgia (il 1 agosto del 1886, con il massimo dei voti). Fu primo assistente (dopo aver vinto un concorso pubblico) alla Clinica Chirurgica della Reale Università di Napoli. Di lì passò - sempre per concorso - all'Ospedale degli Incurabili (dal 1890 al 1893). Una brillante carriera che lo vedrà primario negli ospedali dei Pellegrini, poi degli Incurabili e di Gesù e Maria oltre che direttore dell'ospedale civile di Nola. Tra gli incarichi accademici quello di professore pareggiato di Medicina operatoria, traumatologia (il primo in Italia) e clinica chirurgica nella Reale Università napoletana. 


Collaborò con assiduità a diversi giornali, come "La Riforma medica", "Gl'Incurabili", "Il Giornale internazionale delle scienze mediche", gli "Atti della R. Accademia Medico-Chirurgica di Napoli", il "Giornale dell'Associazione dei Medici e Naturalisti" ed altri importanti periodici di medicina. Nella storia della medicina è indicato come il primo chirurgo che nel 1898 tentò, riuscendovi, una sutura del cuore. Sulle sue esperienze con la clavicola, la rotula, il diaframma e il cuore scrisse un "Compendio di Medicina Operatoria" che ebbe una larga diffusione in Italia. Noto ed apprezzato per le sue qualità umane e sanitarie Ninni fu socio della Reale Accademia Medico Chirurgica di Napoli, consigliere dell'Ordine dei Sanitari sempre a Napoli, rappresentante dei liberi docenti della Facoltà di Medicina, direttore del treno-ospedale della Croce Rossa Italiana, chirurgo onorario di vari ospedali italiani. Domenico Amato nella sua opera "Cenni biografici degli uomini illustri e dei più chiari scienziati" scrisse: "Venosa, comune della patriottica provincia di Potenza può esser lieta di aver dato i natali al chiaro Giovanni Ninni, il quale dotato di elette doti di mente e di cuore, ha saputo circondare di bella fame(a) il suo apprezzato cognome, e accrescere onore alla sua famiglia che è molto stimata nell'anzidetta provincia. 


Il Ninni seppe guadagnarsi l'affetto gratissimo dei suoi concittadini, non solo pel suo valore nella scienza chirurgica, ma per la generosità del suo cuore, essendo egli apparso sempre come un vero angelo consolatore degli oppressi, i quali hanno ricevuto da lui aiuti di ogni sorta, e pronunzieranno sempre il suo nome con verace trasporto di gratitudine." Nelle sue vesti di direttore dell'"Ambulanza di Napoli" della CRI Ninni prese parte alla campagna d'Africa del 1895-96. Fu poi impegnato a portare soccorso alle popolazioni terremotate siciliane e calabresi del 28 dicembre 1908 (il noto terremoto di Messina). Nel 1895 fu eletto consigliere provinciale di Basilicata per il mandamento di Venosa rieletto nel 1902 e in carica fino al 1910. Fu anche vicepresidente del Consiglio. Nelle elezioni generali politiche del 1909 fu candidato nel collegio di Melfi ma non fu eletto. Cavaliere della Corona d'Italia ottenne diverse medaglie commemorative. Il giornale "Il risveglio" scrisse: "Quando il nostro giornale annunziò di volersi occupare, tra quelli che onorano la nostra Provincia, del cav. prof. Giovanni Ninni, egli ringraziò, pregando di non fermarci sul suo nome.Ma da tutta la Provincia ci è giunta una parola di plauso degli amici, ammiratori, discepoli e beneficati dell'uomo illustre, per quanto modesto." (da "Il Risveglio", La Basilicata che lavora (nel campo delle scienze), 20 aprile 1912). Giovanni Ninni morì "sul campo" per un'infezione trasmessagli durante un'operazione chirurgica da uno dei suoi pazienti, il 15 aprile del 1922, all'età di 61 anni. Il medico e meridionalista Rocco Mazzarone lo ricordò nella prefazione al volume di Guido Barbieri Hermitte "Giovanni Ninni. Vita e opere di un medico venosino", pubblicato per le edizioni Osanna nel 2002. Scrisse l'autore della monografia nella premessa al suo lavoro: "Quando nel lontano settembre 1951 raggiunsi la Basilicata, invitato ad assumere la direzione del piccolo ospedale di Tricarico. non ero ancora trentenne e questo fu l'appunto che inizialmente mi venne da taluno rivolto: proprio la mia giovane età ritenuta in sostanza sinonimo di immaturità, di scarsa esperienza professionale...Non ho mai preteso di considerare questo come un libro di storia; piuttosto il resoconto dell'opera di Giovanni Ninni, chirurgo famoso, che ebbe i natali a Venosa e svolse la propria attività a Napoli nel periodo compreso tra la fine dell'Ottocento e la metà del Novecento. L'idea risale al gennaio 1998 quando trovandomi a Venosa ospite di Tommaso e Anna Viglione, la conversazione cadde su alcuni protagonisti dell'epoca passata, tra i quali per l'appunto Giovanni Ninni Manifestai allora il desiderio di approfondire le vicende di quest'illustre persona, avendo tra l'altro appreso che verso la fine dell'ottocento era stato uno dei pochi chirurghi in Italia e nel mondo a eseguire in un ferito un intervento di sutura al cuore.Tra gli altri c'era anche Marirosa Orlando, in servizio presso il Museo Archeologico Nazionale di Venosa; approfittai della coincidenza per chiederle come ottenere più dettagliate notizie su Ninni...Perchè quest'interesse per il personaggio? E' presto detto...Una lapide posta al lato del portale d'ingresso ricordava che in quella casa era nato il 27 febbraio 1861 Giovanni Ninni. Avevo anche notato un'altra epigrafe murata sulla facciata principale del settecentesco Palazzo Calvini, sede attuale del Municipio, che richiamava alla memoria dell'osservatore la figura dell'eminente primario dell'Ospedale dei Pellegrini di Napoli..."


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