L'Opinione di Marco Lombardi: Le parole di Salvini e le ruspe di Nardella


A seguito della morte di un giovane fiorentino molto conosciuto in città, investito da un auto in fuga nel corso di una sparatoria tra bande rom, il sindaco Nardella aveva assicurato che giustizia sarebbe stata fatta.

Così, passate un paio di settimane, ha realizzato lo sgombero del campo nomadi dove i suddetti criminali erano alloggiati e lo ha fatto nel modo più clamoroso possibile, vale a dire con una bella ruspa a spianare tutto e pubblicando l’evento sul suo profilo twitter con l’hashtag #legalità*. Un’azione rapida, decisa e che sorprendentemente non ha incontrato opposizioni, non tanto in consiglio comunale, bensì in quel tessuto associativo che qualche giorno fa era sceso in piazza assieme proprio a Nardella per dire no alle politiche di Salvini. Qui non si tratta di assolvere né di accusare nessuno, bensì di prendere atto che il perimetro culturale di ciò che è razzismo, vale a dire di fatto l’applicazione di un pregiudizio astratto su persone diverse per biografia l’una dall’altra, si è molto ristretto, lasciando fuori alcuni comportamenti che prima vi erano ricompresi. Perché delle due l’una. O in questi anni le amministrazioni comunali avevano tollerato una palese situazione di illiceità collettiva e dunque non trattasi di razzismo ma, appunto, di legalità. Oppure placare l’opinione pubblica, anzi blandirne il consenso, con la legge del paghino tutti per le colpe di uno solo, è divenuta un’azione lecita in campo politico, il che renderebbe ancor più pericolosa la presenza della Lega al governo del paese.
SIDERURGIKATV Testata giornalista Registrata al Tribunale di Potenza. num. Reg. Stampa 470