Schermi Riflessi di Armando Lostaglio: Tex Willer 70 anni portati bene


Buon compleanno caro Tex. E’ il 30 settembre il tuo giorno, eroe di mille battaglie a fumetto. Già, il fumetto italiano fra i più amati e longevi. L’ideatore è un bambino senza tempo: Giovanni Luigi Bonelli mentre il disegnatore Aurelio Galleppini, in arte Galep. Quante storie hanno accompagnato l’ultimo sorriso d’avventura prima di addormentarci, da ragazzi. Ciao giustiziere solitario, capo tribù dei Navajos, guerriero a difesa dei deboli, che combatte i nemici a suon di pugni e sparatorie. Ci hanno sempre attratto quei modi lesti, decisi ed energici. Quanto ti abbiamo amato in quegli anni adolescenziali, ed ancora oggi, fior di medici, di professionisti ci confidano che l’ultima lettura della sera è sempre accompagnata dalle tue sfuriate, con l’inseparabile cavallo Dinamite e la colt a sei colpi; e con la tua magnanima capacità di precorrere i tempi hai sposato Lilith, figlia del capo Navajo di cui guiderai la tribù col nome di “Aquila della Notte”. Le tue avventure e quelle dei compagni Kit Carson, il figlio Kit e il guerriero navajo Tiger Jack ci hanno guidato in quel selvaggio West, dall’Utah all’Arizona fino al Nevada, cavalcando tra praterie, canyon, e riserve indiane. Tanti film hanno accompagnato e rivisitato quei luoghi mitici di rocce monolitiche plasmate dal vento e da tempeste: Ombre rosse di John Ford (del 1939) è di certo il film cult, con diligenze inseguite da indiani nella polvere di sentieri sterrati e cespugli di sterpaglie. La Monument Valley resterà l’epicentro e la patria antica dei Navajos, deserti rossi e praterie sconfinate. Da quelle parti convivevano anche gli Hopi, che in lingua indiana significa “popolo pacifico”, verso l’Arizona e Mesa Nera; Utah, Colorado e New Mexico, Rio Bravo e montagne rocciose: tutti nomi che ci hai fatto conoscere e con cui abbiamo preso confidenza, su quelle tracce così ben disegnate e volti reali. Altri eroi erano con noi su altri fumetti: il Grande Bleck e Capitan Micki. Tanti i film girati da ragazzini mai cresciuti: Sergio Leone e la sua trilogia del dollaro, Sergio Corbucci e Djanko, Trinità di E.B. Clucher (iniziali di Enzo Barboni). Ma gli indiani li abbiamo amati anche con L’uomo chiamato cavallo (E. Silversten), Piccolo grande uomo (A. Penn) e Soldato blu (R. Nelsen) tutti del 1970, annata straordinaria. Tex Willer aleggia nei classici film di John Ford che proprio qui nel 1950 girò Rio Bravo e Fort Apache, con il mitizzato John Wayne. Ma più recentemente Ridley Scott fa volare in auto nel finale Thelma e Louise nell’ansa a ferro di cavallo del fiume. Ciao eroe senza tempo, cosa sono 70 anni per te: gli eroi son sempre giovani e belli, cantava Guccini sulla sua Locomotiva.

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