L'Opinione di Marco Lombardi: Burocrazia e buon senso. Da Lodi a Riace


La burocrazia è un potere di cui si può abusare per scopi distanti dal bene sociale ed ecco come, a Lodi come a Cascina, comuni amministrati dalla Lega, una norma di legge in vigore da vent’anni si scopre oggi arma vincente per realizzare lo slogan del prima gli italiani. Si tratta dell’obbligo per i cittadini stranieri di produrre documenti originali onde certificare stati e fatti personali che, in assenza di accordi amministrativi con i paesi di origine, le nostre autorità non possono controllare d’ufficio. Dunque per ottenere l’ISEE, senza cui non si accede a prestazioni di assistenza sociale come mensa scolastica e casa popolare, il cittadino non italiano, comunitario o extracomunitario, non sempre può autocertificare il proprio stato di indigenza e allora deve recarsi nel paese natio o all’ambasciata per ottenere la relativa documentazione originale a supporto. Nel caso in ispecie si tratta di attestare l’assenza di proprietà immobiliari e, a far l’avvocato del diavolo, va detto che talvolta gli immigrati si dichiarano nullatenenti qui, lasciando intestata all’estero a fini di vantaggio fiscale la proprietà di beni quali auto e abitazione. Visto che, Riace insegna, in questi casi la disobbedienza civica contro odiosi cavilli giuridici alla lunga fa solo il gioco della propaganda xenofoba, si tratta o di cambiare la norma o di fare in modo di applicarla ovunque senza eccessivi aggravi per l’utente, come è il dover tornare nel paese di origine per farsi stampare un pezzo di carta, sempre che in loco ci sia una burocrazia in grado di farlo. Siccome per la materia trattata è competente il Ministro dell’Interno, che Matteo Salvini si muova in tale senso, così da punire i furbi e tutelare gli onesti. Viene da chiedersi però perché non ci abbiano già pensato i governi succedutisi negli ultimi vent’anni, specie quelli formati dai partiti politici che oggi paragonano la norma ad un rigurgito delle leggi razziali. 

Commenti