L'Opinione di Marco Lomabardi: Calcio e criminalità organizzata, una calma inquietante


Un’inchiesta del servizio pubblico televisivo che svela gravissime connivenze tra la ‘ndrangheta calabrese e un importante, forse il più importante, club calcistico italiano. Un morto suicida o suicidato con tante, troppe ombre attorno. Un giornalista che ha scansato la morte per attentato solo grazie al puro caso, l’aiuto involontario di un cane che mai come stavolta si è rivelato il miglior amico dell’uomo. Tutti elementi che dovrebbero creare un vero e proprio fenomeno mediatico, sollevare l’attenzione degli addetti ai lavori, indignare i tifosi di tutte le fedi. Invece sembra prevalere un’inquietante calma, come se tutto fosse normale, o comunque tollerabile, anzi fisiologico in un paese come il nostro. E’ davvero possibile tutto ciò?

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