L'Opinione di Marco Lombardi: Ascoltare la protesta non sempre è segno di debolezza


E’ pressoché unanime il biasimo verso Macron per la sua decisione di venire incontro alle richieste dei gilet gialli. L’accusa che gli si muove è di aver ceduto alla violenza. Eppure non è un disonore ascoltare le rivendicazioni di chi protesta, anzi è funzionale al consolidamento di una democrazia, alla propria capacità di attutire colpi che potrebbero metterla in crisi. La storia insegna che, alla lunga, la sordità verso i movimenti di contestazione porta a svolte autoritarie, che ne cavalchino l’onda, o al contrario la facciano infrangere sul muro della reazione. E’ chiaro che bisogna con forza perseguire i violenti e denunciarne l’agire, ma distinguendo per quanto possibile il modo dai contenuti, da quelle ragioni che, se ci sono, è giusto che ricevano adeguata risposta. Si dice che il presidente francese si sia mostrato debole e forse è vero, ma se le rivendicazioni di chi è sceso in piazza, vale dire il costo della vita eccessivo e le leggi del mercato elevate a regole uniche di convivenza, sono condivisibili, il suo errore sta a monte e cioè nel non essersi impegnato a prevenire l’esacerbazione di conflitti che la rappresentanza politica non ha saputo assorbire.

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