Schermi Riflessi di Armando Lostaglio: Wine to Love diretto da Domenico Fortunato


Dalle sale cinematografiche a RaiUno il 4 gennaio (prima serata) 

-Intervista al regista- 
 Wine to Love, opera prima scritta diretta ed interpretata da Domenico Fortunato, ha avuto un primo recente passaggio sul grande schermo delle maggiori città italiane; in Basilicata a Venosa (cinema Lovaglio) come a Matera, pubblico delle grandi occasioni, prima di andare in onda su RaiUno il 4 gennaio, in prima serata. Un bel risultato per un attore e adesso anche regista, da anni apprezzato in televisione come al cinema, diretto da autori di grande rilievo: da Monicelli a Damiano Damiani a Francesco Rosi a Florestano Vancini, e persino Ridley Scott e Sam Mendes (in un recente 007) . Adesso è dietro la macchina da presa per un progetto in mente già da qualche anno, con un omaggio alla sua Basilicata e ad una eccellenza: l’aglianico, nonché alle bellezze naturali e storiche che sono al meglio rappresentate dalle millenarie emergenze di Venosa e del Vulture. Wine to love è stato prodotto da Altre Storie di Cesare Fragnelli con RaiCinema ed è interpretato da una attrice icona come Ornella Muti . Al suo fianco Michele Venitucci, Alessandro Intini, Giulia Ramires, Caterina Shulha, Maria Popova, Teodosio Barresi, Alessandro Zenti, Jane Alexander, Gianni Ciardo e Alessandro Tersigni; figurazioni speciali anche per i lucani Dino Paradiso, Chiara Lostaglio e Rosangela Lopomo, mentre la potentina Angela Lorusso ha collaborato nelle lezioni di tango ai protagonisti. Il film, scritto insieme a Salvatore De Mola, è una favola a lieto fine, da i toni e i cromatismi sul rosso decantati dall’aglianico, mentre la sceneggiatura si avvale dell’innamoramento come fonte di maturazione. E così racconta la comunità in stretto rapporto con il territorio: “In Basilicata non scorrono quattro fiumi ma cinque, l’aglianico”, dirà il protagonista, l’apparentemente scorbutico Enotrio, (nome-omaggio forse alle popolazioni preromane che abitavano larga parte della regione). E l’omaggio di Fortunato prosegue con i vigneti ripresi dall’alto, come i laghi vulcanici di Monticchio, l’Incompiuta di Venosa ritratta con senso scenico e il castello Pirro del Balzo. E’ il territorio protagonista aggiunto di questo film che Fortunato sa percepire in una storia familiare e richiami ai classici (Cyrano de Bergerac di fine ‘800). Belle le musiche di Nicola Masciullo e che vede nella voce di Nikalea un’interprete che ricrea atmosfera, in un contesto di commedia leggera godibile certo più al cinema, ma che anche in televisione potrà offrire contiguità domestiche. Non trascurabile la partecipazione al progetto della Regione Basilicata. “ E’ il tufo che allatta la pianta e a rendere linfa vitale il vino del Vulture ”: è un’antico adagio popolare proprio di queste zone,non disgiunto da una filmografia che vede il vino al centro delle storie. Come il recente film francese “Ritorno in Borgogna” di Cédric Klapisch, e oltre dieci anni fa “Un’ottima annata” del celeberrimo Ridley Scott, storia d’amore pure in Borgogna con i divi Russel Crowe e Marion Cotillard. Ben più intenso è “Siderways” del 2004 con Paul Giamatti diretto da Alexander Payne. “Il profumo del mosto selvatico” (1995) del messicano Alfonso Arau, con Antony Quinn e Giancarlo Giannini, si rifà invece al piccolo gioiello di Alessando Blasetti del 1942 “Quattro passi fra le nuvole” scritto da Cesare Zavattini, con un grande Gino Cervi. “Sacra linfa” di Felice Vino del 2018, è una produzione lucana della indipendente BweB. Una lunga storia d’amore nei confronti del buon vino, dunque, che diventa filo conduttore per narrare l’uomo e il territorio. Ne parliamo con il regista Domenico Fortunato.

Un’opera prima per un regista è sempre un banco di prova delicato, occorrono una certa intraprendenza e coraggio, ma se si è animati da una forte passione come quella avuta per questo film, i risultati poi si ottengono. Perché proprio questo soggetto, dunque? 

“ L’idea di Wine to love nacque cinque anni dopo l’incontro con alcuni produttori di Aglianico che si preoccupavano di come comunicare e promuovere il loro vino. Ci pensai a lungo e scrissi un soggetto che inviai a Rai Cinema e che dopo un periodo di lettura da parte di alcuni editors venne preso in considerazione; quindi la scrittura della sceneggiatura. In tale fase si è rafforzato il mio sodalizio con Salvatore De Mola che scrive da venti anni “Il commissario Montabano” e l’anno scorso ha vinto il David di Donatello con la sceneggiatura di “La stoffa dei sogni” di Gianfranco Cabiddu. Il film, grazie all’intervento editoriale dei produttori di Altre Storie, Cesare Fragnelli e Mirco Da Lio, lo abbiamo dovuto riscrivere sette volte. Nel frattempo i produttori di Aglianico sparirono e noi ci ritrovammo, grazie a Dio, solo con Altre Storie e Rai Cinema. Ho voluto realizzare questo film a tutti i costi, perché sono innamorato della nostra antica Lucania, perché la storia mi appassionava e mi divertiva sempre di più; e perché non mi arrendo mai.”

La presenza di Ornella Muti è di notevole impatto anche emotivo, un’attrice sempre all’altezza della sua fama. Di certo un valore aggiunto al tuo film. Una storia strutturata anche sul suo personaggio, al cospetto di giovani attori. Come ha aderito al suo progetto? 

“Per la scelta di Anna, la protagonista del film abbiamo pensato ad Ornella Muti insieme ai produttori accettando anche il suggerimento dell’amministratore delegato di Rai Cinema, Paolo Del Brocco, che l’aveva vista in forma smagliante a Venezia e l’aveva collegata a Wine to love che era in fase di preparazione del cast. Ornella è una professionista rigorosa ed attenta a tutto ciò che accade sul set con discrezione e delicatezza. Dopo il primo incontro per discutere della sceneggiatura che lesse in due giorni, si è messa al servizio del film e della mia regia, come se si trovasse davanti ad un regista di grande esperienza. Mi ha messo a mio agio ed io a mia volta ho fatto così con lei. Il suo rapporto con il resto del cast è stato di grande umanità e complicità, così come con tutta la troupe. Girava per Venosa come se ci fosse stata da bambina. Ogni tanto mi chiedeva informazioni sulla storia dei luoghi, dei palazzi, dei costumi del Vulture. Il suo nome porta molto a Wine to love perché la conoscono in tutto il mondo e la sua immagine è legata al cinema di grandi registi che sono rimasti nella storia di questa arte. Per me è stato un grande onore dirigerla e condividere con lei momenti indimenticabili.”

Hai alle spalle un lodevole percorso di cinema e televisione, con autori importanti. Quale lezione ne hai tratto è da chi in particolare? 

“ In questi trent’anni ho cercato di ascoltare ogni giorno con estrema attenzione i registi con cui ho lavorato. Ho rubato un poco da tutti. Ognuno di essi ​ possedeva un talento particolare. Ricordo il garbo di Vincenzo Verdecchi nella direzione degli attori, il temperamento di Francesco Rosi, la costruzione delle inquadrature di Ridley Scott, con cui ho trascorso da attore sul set i giorni di lavoro più belli della mia carriera, e la capacità di costruzione dei personaggi fatta con Sam Mendes.”

Il tuo film è un omaggio alla Lucania. Come il tessuto imprenditoriale e politico ha accolto il progetto essendo, anche grazie alla Rai, un grande veicolo di ulteriore conoscenza del territorio? 

“ Quando hanno sentito parlare del film mi hanno ascoltato all’inizio con un poco di curiosità. Poi con diffidenza. Ad un certo punto ho dovuto fare tutto da solo. Pochissime persone a livello regionale mi hanno supportato. Devo ringraziare un paio di amici d’infanzia che vivono fuori regione che ascoltando il racconto del film hanno deciso di finanziarne una parte con le grandi aziende che dirigono. Un mese prima dell’inizio delle riprese dopo un incontro un produttore importante di Aglianico mi suggerì di lasciar perdere la Basilicata e di andare in Puglia a girare il film sul Negramaro perché sono più intelligenti ed hanno più soldi. Ogni volta che mi hanno detto no, cercando di scoraggiarmi per me era un Sì, che faceva aumentare in me la determinazione. Oggi Wine to love è stato distribuito nelle sale in tutta Italia. Con mia grande sorpresa all’inizio, quando l’ho saputo, è stato scelto da RaiUno ed andrà in onda venerdì 4 gennaio alle 21:20 in prima serata. Fra poco inizierà il viaggio di Wine to love in giro per il mondo perché un grande distributore internazionale si occuperà dell’uscita nelle sale e delle vendite televisive. L’Aglianico ed il Vulture, nonostante tutto, verranno conosciuti nel mondo.”

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