Schermi Riflessi di Armando Lostaglio: Serata di cultura e di Cinema a Rionero



Serata di cultura cinematografica di elevato spessore: presente in Biblioteca Fortunato un giovane regista lucano innamorato del Cinema anni ’60: Rocco Talucci. Con un documentario delizioso viene messo sotto i riflettori il grande Enrico Medioli, il coltissimo sceneggiatore che ha contribuito a rendere immortale il cinema di Luchino Visconti, di Valerio Zurlini ma anche di Sergio Leone, di Vittorio Caprioli, Bolognini e altri. 
 

E il titolo del documentario presentato agli oltre cento appassionati è proprio Ritratto di sceneggiatore in un interno , che rimanda al titolo del capolavoro di Luchino Visconti, di cui scrisse la sceneggiatura, con l’interpretazione di un immenso Burt Lancaster e la divina Silvana Mangano ( Gruppo di famiglia di un interno , 1974). Una lezione di Cinema e nel contempo un omaggio a quelle sequenze immortali, per iniziativa dell’Unilabor “E. Cervellino” con il CineClub “Vittorio De Sica”- Cinit, nell’ambito delle lezioni di letteratura coadiuvate dal Cinema che diede una impronta alla cultura del nostro tempo. La preside Pina Cervellino ha infatti sottolineato tali aspetti, evidenziando intellettuali prestati alla scrittura di opere mitiche come appunto lo era Enrico Medioli, uomo timido e cultore di classici, che spaziava da Proust a Dante a D’Annunzio, un pozzo di erudizioni che sapeva ben rappresentare, grazie a cineasti che empaticamente leggevano e giravano con suprema intensità emotiva. 

Su questa linea verte la discussione scaturita con il giovane regista Talucci da parte di Chiara Lostaglio (da anni impegnata nelle attività di Cinema come attrice e studiosa con il CineClub “De Sica”) la quale ha dialogato con il regista venosino (formatosi a Roma da vent’anni), nell’incontro moderato dal giornalista e docente Unilabor Donato Mazzeo, ed il saluto della presidente del Consiglio comunale di Rionero, Rossella Brenna. Una serata esplicativa che ha appassionato non soltanto i cultori di cinema, sulla figura (ignota ai più) di Enrico Medioli, protagonista del film documentario di Talucci che è stato presentato qualche anno fa in anteprima nazionale al 56º Festival dei 2Mondi di Spoleto. Nel film, vincendo la sua celebre riservatezza, Medioli racconta la sua vita e le sue sceneggiature, attraverso ricordi intelligenti e ironici, dipingendo così il ritratto di quegli anni che hanno rappresentato una grande pagina della storia culturale italiana. Nato a Parma, allievo del poeta Attilio Bertolucci (padre dei registi Bernardo e Giuseppe) ha firmato sette film di Luchino Visconti e ha scritto film per Valerio Zurlini (il capolavoro “La prima notte di quiete” con Alain Delon), Sergio Leone (“C’era una volta in America” intriso di poetica e tragedia), Mauro Bolognini , Alberto Lattuada, Festa Campanile (melfitano), Vittorio Caprioli e Liliana Cavani. Ha vinto il Nastro d'Argento nel 1961 per la sceneggiatura di Rocco e i suoi fratelli e nel 1969 ha ottenuto una candidatura all'Oscar con La caduta degli Dei , entrambi appunto diretti da Visconti. Ha anche fatto televisione sceneggiando La Certosa di Parma (1982), I promessi sposi (1989) e Cime tempestose (2004). Sollecitato dalle domande di Chiara Lostaglio su aneddoti e profili del cinema di quegli anni, Talucci ha saputo mettere in luce la grande intelligenza di quei cineasti che il mondo ci invidia, i quali hanno fatto tesoro della capacità espressiva di personalità di grande cultura come Medioli, come Suso Cecchi D’amico e pochi altri. Ma Talucci ha anche esposto, con un pizzico di rammarico, le difficoltà di realizzare oggi documentari d’autore, essendo questo un settore di nicchia e poco proficuo dell’industria cinematografica, mentre invece avrebbe una funzione didattica e civile per nulla trascurabile. Ma Talucci insiste su questa strada: si intitola A.A. professione attrice il suo ultimo film, un racconto sulla immensa attrice Adriana Asti, sui suoi incontri artistici avuti nel suo lavoro, con testimonianze vivaci su una attrice (ma anche autrice) che ancora si spende sulla scena, e rende grande la cultura italiana. Negli ANNI 60' – ha concluso Chiara Lostaglio - si vive la stagione d'oro del cinema italiano celebrato nel mondo, la Commedia che dopo il Neorealismo rappresentano le pagine più ​ amate da registi come Scorsese e Ford Coppola, da Woody Allen ad Al Pacino e De Niro, da Clint Eastwood a Dustin Hoffman. Quella stagione è “l’età di Pericle”, parola di Enrico Medioli.

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