Emozioni di Gianni Donaudi: RICORDO DEL POETA STEFANO AMORETTI


Il poeta STEFANO AMORETTI (classe 1926) è mancato a Imperia (sua città natale e di residenza) alla bella età di 92 anni. Negli anni passati scrisse diversi libri di poesia tra cui " Prima che il tempo..." (Ed. Chiesa- Finale Ligure-SV-), "Il silenzio del Deserto" e "Azimut " (gli ultimi due stampati per l'editore L'Autore Libri - Firenze ) - La poesia di Stefano, certamente non aveva nulla di evasivo, ma certamente richiamavano i grandi temi della poesia e del mondo classico (come scrisse FRANCESCO GALLEA nella presentazione del "Silenzio...") , con una w e l t e s c h a u n g come ricerca dell' Assoluto. Il mondo classico era visceralmente presente nell' opera di Amoretti , ma Stefano ne colse anche le insufficienze e, allora, parve ripercorrere la strada di SIMONE WEIL, l' anarchica francese di origine ebraica, eroina della Spagna repubblicana e in seguito " cristiana- esoterica" in stretta corrispondenza epistolare con GEORGES BERNANOS e RENE' GUENON . Sullo sfondo dei libri di stefano c' è una reale presenza di disintegrazione che sembra travagliare l' uomo d' oggi. E onde evidenziare tale disgregazione non è necessario dare risposte cattoliche, religiose o moralistico-piccolo-borghesi in genere, potendosi evidenziare anche con opinioni più modeste o laiche, ma coerenti e oneste (si pensi ad autori laici, neo-illuministi e di certo provenienti dal marxismo, quali COSTANZO PREVE (1943/ 2013 ) e DIEGO FUSARO. Stefano era cattolico praticante ma non lo si potette mai accusare di clericalismo e di bigottismo. A 18 anni combatté a Nettuno ( RM ) contro gli Alleati in un reparto di paracadutisti( lo stesso del giovanissimo DARIO FO ) e nel dopoguerra ebbe come compagno di prigionia il futuro grande comico WALTER CHIARI- Ma quali fossero le sue idee, Stefano non offrì quai mai, nei diversi suoi libri nessuna chiave politico- ideologica alla risoluzione del problema. La sua fu una ricerca semplicemente personale, che non imponeva niente a nessuno, ma continuava per la propria strada, cercando di avere fede almeno nella vita e riuscendo, nonostante tutto a commuoversi per i suoi affetti famigliari, come nelle poesie dedicate alla nipotina Silvia, al figlio Maurizio o al nonno Leonardo- Ci sentiamo vicini alla vedova e ai figli -




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