L'Opinione di Marco Lombardi: L'uomo tapparella alla riscossa


In ogni classe non manca mai il compagno tapparella, colui che passa sempre inosservato alle feste, le rare volte che viene invitato. Imbranato, timido, spesso dalla corporatura paffuta e un po’ goffa, con un eloquio non certo brillante e magari un difetto di pronuncia, chessò una lisca, a peggiorare il quadro. Talvolta il suo carico di anonimato gli è reso più gravoso dall’avere un fratello che è tutto il contrario di lui, spigliato, brillante, di successo con le donne e carismatico nel gruppo dei pari, il classico tipo cui basta lo schiocco delle dita per seminar vittime. Ci sono però, per rarissime congiunture astrali, occasioni in cui anche il compagno tapparella ha il suo momento di gloria, vedendo i risultati del duro e inosservato lavoro: d’improvviso tutti gli sono amici da sempre e nessuno che rivendichi gli sfottò passati. E’ in questi casi che l’ex compagno tapparella può dimostrare la sua vera stoffa, distinguendo nel coro degli effimeri canti delle sirene voltagabbana, le flebili voci di chi come lui è messo in un angolo. Per riuscire in questa missione impossibile bisognerà che ogni tanto scenda dal fragile piedistallo issato sul carro del vincitore e, senza farsi vedere, torni a ripararsi dai flash della vana gloria, dietro quella tappezzeria di cui fu parte integrante.

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