L'Opinione di Marco Lombardi: Diamo sostanza alle nostre democrazie


Nelle democrazie moderne ci si interroga sempre più spesso se e come integrare nella sfera pubblica istanze che si collocano ai limiti del patto costituzionale. In Italia il dilemma non è nuovo, con la differenza che in passato le controculture politiche rivendicavano con orgoglio il loro escludersi ed essere escluse dalle sedi formali del confronto democratico. Oggi la loro tendenza è cambiata, gli estremismi vogliono accedere allo spazio pubblico dall’ingresso principale, per cambiare il sistema dall’interno, modificandone le regole del gioco. E’ forse per questo che una casa editrice quale Alta Forte difende il proprio diritto a partecipare ad una kermesse, che un tempo si sarebbe definita borghese, quale il Salone del Libro di Torino, la cui organizzazione ne ha ammesso la presenza sollevando polemiche e il rifiuto di alcuni autori in dissenso con tale scelta (ma per favore non lo si chiami aventino). Benché sia noto che tale azienda promuova una linea molto vicina agli ambienti di estrema destra, da un punto di vista squisitamente tecnico sarebbe stato difficile impedirne la partecipazione in modo motivato, non esistendo uno statuto dove se ne ricavi l’intento sovversivo. Per questo è condivisibile la scelta degli organizzatori, proprio per non cadere nel rischio di applicare pregiudizialmente categorie importanti, quali fascismo e antifascismo, che così rischierebbero di scadere nella retorica. Un sistema di valori forte deve essere in grado di confrontarsi con chiunque, salvo poi riaffermare i propri principi all’atto pratico, senza timore di imporli se necessario. Sia dia ad Alta Forte la possibilità di esprimersi alla pari, ma si vigili sui contenuti del suo messaggio, intervenendo se questi si palesino nella loro anti democraticità. Proprio come il corpo di un atleta, solo il costante esercizio tiene in vigore una democrazia, che invece è destinata a rammollirsi se, chiusa nel proprio sempre più svuotato salotto, continui a pensare che alle minacce che bussano basti non aprire la porta, illudendosi che mai questa possa essere sfondata. 

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