Segnalazione in Primo Piano: “NEET - le Origini del Male” è il nome del secondo episodio della trilogia “Fiabe dal Futuro” del progetto 2eleMenti. Un corto musicale dal 10 maggio visualizzabile su YouTube e disponibile su tutte le piattaforme digitali


“NEET - le Origini del Male” è il nome del secondo episodio della trilogia Fiabe dal Futuro del progetto 2eleMenti. Un vero e proprio corto musicale che nasce da un’ idea di Vito Coviello e Vito Santamato con la regia del potentino Alessandro Freschi, una fucina di idee e creatività. L’opera vede la partecipazione di artisti e personaggi lucani ed è stato girato tra Castel Lagopesole ed il Cecilia - Centro per la creatività di Tito. Dopo il successo ottenuto con La Fabbrica del Talento, i 2eleMenti ritornano raccontandoci una storia ambientata nel futuro ma dal carattere fortemente attuale. Il ventiseienne laureato Nico Gidori, dopo innumerevoli tentativi di trovare un lavoro all’altezza dei suoi titoli, non trovando nessun riscontro, si abbandona a se stesso iniziando a vivere una vita senza soluzione di continuità. Ma un giorno, svegliatosi dal lungo sonno dell’eterna adolescenza e dai piani fantasmagorici, sceglie, d’un tratto e senza esperienza, di ascoltare il suo scatto d’orgoglio. Tuttavia, gli unici a bussare alla sua porta saranno i protagonisti di un parco giochi della nullafacenza, le loro verità fino a raggiungere un bizzarro contrappasso. Il protagonista del videoclip, interpretato dal talentuoso attore accetturese Francesco Siggillino, rappresenta l’immagine al vetriolo di una generazione confusa, disillusa, problematica, insicura e inumana alla quale gli inglesi hanno dato un nome preciso: NEET (Not engaged in education, employment or training). Orde di giovani brillanti che passano il tempo ripiegati su loro stessi: inetti, confusi, incapaci di progettare e costruire, vittime di uno sfrenato individualismo dettato dall’etichetta “tutto e subito” stampata sul volto. Contribuisce ai momenti al cardiopalma la musica composta da Vito Coviello: un brano che prende forma dalla classica e si bagna di sonorità ultra moderne, dal reggaeton ai classici della tradizione bandistica, dalla musica elettronica all’opera, dalla fuga Bachiana ad una reinterpretazione sinfonica della celebre tarantella. Come per il videoclip, anche la produzione del brano ha coinvolto numerose figure: orchestrato e diretto da Luca Petracca, registrato e mixato da Massimo Stano al MAST Studio Recording di Bari e con il mastering dell’americano Joe La Porta. Dal 10 maggio il video sarà visualizzabile su YouTube e disponibile su tutte le piattaforme digitali.

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