Passa ai contenuti principali

Schermi Riflessi di Armando Lostaglio: Un giorno di pioggia a New York (A Rainy Day in New York)


Scritto e diretto da Woody Allen 

Ogni film di Woody Allen rappresenta un tassello inalienabile nella storia del Cinema. Quest’ultimo, uscito a fine anno (dopo una travagliata fase distributiva a strascico del MeeToo verso il regista), non aggiunge molto alla filmografia dell’84enne genio newyorkese. Eppure rimane un piacere seguirlo nelle sue strade umide e luminose ad un tempo, accompagnati dalle musiche a lui care, negli ambienti curati dallo scenografo Santo Loquasto e fotografate dalla consueta maestria di Vittorio Storaro (entrambi da anni con lui sui set). La tematica esistenziale rimane al centro della sceneggiatura, i rapporti conflittuali fra generazioni sono letti in chiave piuttosto romantica. E’ la leggiadria dei giovani protagonisti ad impadronirsi del nostro vissuto, riflesso da dialoghi che filosofeggiano e fanno della cultura il motore trainante della quotidianità. Certo, la New York che si presenta è ben edulcorata, non risente delle contraddizioni contemporanee (i giovani sono rampolli di classi agiate), e poi la pioggia la rende ben più passionale. Woody Allen sa scandagliare e magari rendere omogeneo il rapporto tra filosofia e vita, tra l’amore e la contingenza, tra le aspirazioni e quanto ci viene offerto dal caso. Sembra che ci accompagni quel verso del fisico James Barrow quando scriveva “Non occorre sapere tutto prima di poter sapere qualcosa”. I protagonisti cercano di coniugare il sogno giovanile e il tempo corrente, mediante la leggerezza e la voglia di scoprirsi. Sono eccellenti Timothée Chalamet (noto per il film premio Oscar di Guadagnino), con un viso espressivo ma fin troppo costante; Elle Fanning, straordinaria svampitella per nulla ingenua, e ancora la prorompente Selena Gomez; Jude Law, Diego Luna e Liev Schreiber sono invece i contorni necessari a ricreare quei luoghi comuni già usati in precedenti opere di Allen. Peraltro, ognuno dei personaggi è la incline parodia del regista: emulano le sue fatidiche battute, sembra ascoltare lui e persino rivederlo in talune sembianze (come il giovane regista su un set per strada). Timothée Chalamet è Gatsby Welles, gira un po’ turbato per Manhattan (ritorna il titolo del suo capolavoro del 1979), è una sorta di “ giovane Holden” in chiave alleniana Molte delle immagini di interni mostrano gli appartamenti dell’Upper East Side, evidenziandone l’eleganza. Ma forse al regista interessa indicare anche una certa decadenza di quel mondo, assente ai bisogni contemporanei. Il giovane attore emana una ingenua sicurezza, gioca e vince belle somme a poker; vuole regalare una breve vacanza nella Grande Mela alla compagna di college Elle Fanning, inviata dal giornale studentesco per intervistare un regista famoso, ma ora in crisi creativa. Uno stereotipo che coinvolge anche gli altri personaggi maschili, come lo sceneggiatore tradito dalla moglie o il divo latino del cinema, seduttore come conviene. Forse sta nel dialogo fra il protagonista e sua madre il nocciolo duro nella declinazione del nostro tempo: una confessione che amplia il respiro consueto del dialogo fra generazioni; una camera di compensazione che legittima ancora una volta la fatica e la ricerca di Woody Allen di guardare al mondo con ironia e sagacia.

Commenti

Post popolari in questo blog

Schermi Riflessi di Armando Lostaglio: Il ferro battuto di Pietro Lettieri

Arte e cultura: da Rapone a Londra e Dubai    Rapone. L’idea nasce da Marianna Pinto, una giovane manager di Rapone, da alcuni anni attiva con una grande azienda a Londra. Gira molto per l’Europa e non soltanto, dopo gli studi svolti a Bologna. E’ dunque intenzionata ad esportare il made in Italy, in particolare “una antica arte m a allo stesso tempo nuova che in Italia sta scomparendo: sculture e quadri ed elementi di interior design in ferro battuto.” Il fulcro della galleria e un artigiano/artista di Rapone, Pietro Lettieri in arte Pie.

📰 Segnalazioni in Primo Piano: LA DOTT.SSA STEFANIA LAMANNA: PEDIATRA E SCRITTRICE

La dottoressa Stefania Lamanna rappresenta da tantissimi anni un punto di riferimento importante nel mondo della Pediatria dell’intera zona del Nord Basilicata. Svolge la sua professione con competenza e professionalità dal 1993, assistendo all’evoluzione generazionale di tutti i bambini e delle mamme mettendo a confronto l’epoca precedente e questa, denotando tante differenze sorprendenti, riferisce infatti di aver notato, nella società attuale, una prevalenza di digitalizzazione (soprattutto sotto l’aspetto dei social) piuttosto che aggregazioni interpersonali più partecipate e più vive. Con tutta se stessa si è sempre prodigata in prima persona per curare i bambini in maniera dettagliata, attenta, e soprattutto per ‘’educare’’ le mamme per quanto riguarda l’approccio psicologico, di educazione ed abitudine dei lori figli. La dott.ssa Lamanna sottolinea l’importanza di seguire oculatamente i bambini da 0 a 16 anni circa, affermando che secondo il suo parere professionale ogni

📰 Segnalazioni in Primo Piano: Intervista al musicista rionerese EDOARDO CARDONE

Edoardo Cardone, musicista 29enne di Rionero in Vulture, ha un vasto excursus artistico-musicale: A 12 anni inizia a studiare chitarra classica con il maestro Dino Rigillo; successivamente abbandona gli studi classici e si dedica allo studio della chitarra elettrica da autodidatta; nel 2010 studia armonia, ear-training e solfeggio con la maestra Lisa Preziuso; nel 2012 inizia il percorso di studi presso il Modern Music Insitute dove studia chitarra moderna ad indirizzo Rock/Fusion con il maestro Mirco Di Mitrio ed il presidente Alex Stornello approfondendo lo studio della chitarra elettrica, armonia avanzata a 360° e contemporaneamente studia HD recording con Andrea Pellegrini e Davide Rossi; nel 2018 si diploma al Modern Music Institute con il massimo dei voti; diventa insegnante abilitato MMI INTERNATIONAL e i suoi corsi di chitarra si svolgono presso la scuola di musica Rockin’Rio a Rionero in Vulture che è l’unico centro abilitato MMI in Basilicata e  la formazione è aperta a tutt