Passa ai contenuti principali

L'Opinione di Marco Lombardi: Così, irresistibilmente italiani


Poiché il governare implica il decidere, sventurato chi si trovi a farlo, ora, in Italia. Un’Italia ferita, stanca, nevrotica, ansiosa, impaurita e con tanta rabbia dentro. Un’Italia che, a differenza di altre crisi passate, non sa unirsi, rivendica privilegi e blasoni, ribalta pregiudizi e minaccia invertite separazioni. In questa situazione come ti muovi sbagli e in ballo non ci sono i soldi del monopoli ma vite in carne e ossa. Confidare nel generoso cuore degli italiani va bene per una raccolta fondi, per la solidarietà del momento, ma quando bisogna riprogettare un paese perlomeno nel medio periodo sai che le spinte egoistiche, i particolarismi, le furbizie piccole o grandi, prevarranno. E allora offri ritraendo la mano, semplifichi piantando una miriade paletti, concedi sprofondando nelle scartoffie. Siamo per eccellenza coloro che complicano le cose facili, ma non a caso, perché la fiducia deve essere reciproca e qui manca da ambo le parti. Non la riscuote chi dovrebbe indicare, raccomandare, obbligare, per un mal costume ai piani alti duro a morire, per l’assenza di apparati e competenze capaci di interloquire tra latitudini geografiche, livelli territoriali, colori e bandiere diverse, per una radicata allergia alle regole di chi è chiamato a rispettarle. Non la riscuotono i governati, sempre pronti a dimostrare che non è mai troppo tardi per imparare ad eludere, aggirare, approfittare ed evadere. Per questo non c’è da stupirsi se manca una guida chiara, sicura, univoca e forse, forse, è il male minore se l’alternativa è quella del potere assoluto, specie se esercitato senza il lume della regione, del buon senso, o più modestamente, del sincero spirito di convivenza, solidarietà, unione.

Commenti

Post popolari in questo blog

Galleria Fotografica: Lavello. Miss Miss In4missima (19 Settembre 2020)

Segnalazione in primo Piano: Tornare ad incontrarsi. L’Associazione “Donne 99” di Tito si ritrova per ricominciare

In maggio ho raccontato la capacità dell’Associazione “Donne 99” di Tito di stare insieme e sostenersi con un gruppo su WhatsApp. Finalmente il 3 settembre, dalle 17,20 alle 18,30, con Luisa Salvia, presidente dell’Associazione, 12 “ragazze” dell’Associazione si sono ritrovate per riprendere le attività nella biblioteca comunale “Lorenzo Ostuni”. Con loro sono tornato io Mario Coviello, presidente del Comitato Provinciale Unicef di Potenza, per riprendere gli incontri del percorso #Unicef sulle emozioni “Non perdiamoci di vista” che avevamo interrotto nel mese di febbraio. Angela 1 e 2, le due Carmela, Serafina, Donata, Giovanna, Teresa, Lina, Maria, Luisa, in cerchio, con la mascherina e rispettando le distanze, hanno cominciato a raccontare, guardandosi finalmente negli occhi, i mesi del Covid. Certo si erano sentite a lungo per telefono e in videochiamate, si erano ritrovate in chiesa, al supermercato, ma avere tempo per raccontarsi guardandosi negli occhi, trovando le parole in un…

Schermi Riflessi: Addio a Walter Golia

Nella primavera del 2006 dopo un certosino lavoro di raccolta fondi (23 tra istituzioni pubbliche, 11 Comuni lucani, Regioni, Proloco, Comunità montane, Associazioni culturali, il CineClub De Sica-Cinit di Rionero, la famiglia Doino; qui e nel Limburg in Belgio, aziende, la Fiat Sata di Melfi...) il film si concretizza: siamo a Bella nella sala consiliare del Comune e stiamo provinando bambini in quantità per formare la classe di quinta elementare che vedremo spesso nel film nella parte lucana, sotto l'abile e amorosa cura del maestro, interpretato magistralmente da Ulderico Pesce. Abbiamo soprattutto da trovare piccoli interpreti per quattro ruoli sfaccettati, Armando, Egidio, Vito e Mario. Armando ed Egidio ci saranno in tutto il film, in Lucania e nel Limburg. Quello che mi fa tremare i polsi è trovare l'interprete di Armando, il figlio più giovane di Michele Acucella (Franco Nero) e di Vitina (Valeria Vaiano), che lo dovrà raggiungere in Belgio, a ricongiungers…