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Schermi Riflessi di Armando Lostaglio: Rionero in Vulture. Il postino suona sempre due volte?


In questo periodo di quarantena forzata con il “tutti dentro” per il Covid19, chi bussa alla porta per la consegna della posta, può accadere che suoni una sola volta. E’ un lavoro al quanto declinato al femminile, e si presentano con mascherina, guanti e la consueta gentilezza, svolgendo un ruolo non meno importante di altri. Ed è proprio una donna che incontriamo per le strade di Rionero in Vulture (Pz), dedita come i colleghi alla consegna di plichi, lettere, raccomandate; e di pacchi, essendo cresciuto notevolmente il volume di consegna per via dei negozi chiusi. Si chiama Donatina Remollino, ben c onsapevole del ruolo sociale che Poste Italiane ricopre, e che fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria del lockdown , non si è mai fermata. Insieme ad altre attività, quali il servizio sanitario, le forze dell’ordine, gli alimentari e poco altro, Poste Italiane continua a garantire quelle prestazioni che permettono al tessuto sociale di proseguire in quel minimo di normalità necessaria. E dunque, la divisione PCL (Posta Comunicazione e Logistica) continua a erogare il proprio servizio di recapito della corrispondenza. Avviciniamo la portalettere Remollino: “c ome state vivendo questo particolare momento nel quale ha dovuto rimodulare repentinamente le modalità di consegna nel rispetto delle precauzioni di sicurezza prescritte nei decreti governativi? “ Siamo stati sempre presenti in questo periodo di pandemia. Quotidianamente l’Azienda ci fornisce guanti in lattice, mascherine e gel igienizzante tascabile. In ufficio troviamo un dispenser per sanificare il palmare e la stampante. Pertanto, nessuno di noi fa un uso promiscuo degli strumenti di lavoro, compresa la sanificazione dei mezzi in dotazione a ciascuno di noi. Per consentire la continuità del servizio ai cittadini sono state cambiate le modalità di consegna. Nel rispetto delle norme di distanziamento sociale, evitiamo qualsiasi contatto con gli utenti; si citofona al cliente per informarlo della consegna di un invio di posta a firma specificandone la tipologia: raccomandate, assicurate oppure un pacco, e si effettuerà la consegna immettendolo in cassetta, previo consenso del destinatario, spiegando le ragioni di tale modalità di consegna. Il portalettere, in qualità di incaricato, certifica la notifica mettendo la propria firma e il codice DL 18/20 Art.108 sull’invio e sulla ricevuta di ritorno.”

Per quegli invii particolari come si comporta?

“Per quanto riguarda atti giudiziari e multe a partire dal 30 aprile scorso si procede con il deposito diretto degli invii presso lo sportello degli uffici postali anche in presenza del destinatario o di un’altra persona abilitata mettendo l’avviso di​ giacenza nella cassetta che potrà essere ritirato con le modalità e nei tempi preposti. Invece le notifiche per Enti o istituzioni saranno effettuati con procedura di consegna.”

Cosa cambia nel rapporto umano rispetto a prima della pandemia?

“Sicuramente ci manca molto il rapporto umano con le persone, il confronto quotidiano, basti pensare che prima dell’emergenza ci sentivamo parte della loro famiglia, persone di fiducia, ci ringraziavano offrendoci a volte anche un bicchiere d’acqua. Oggi tutto questo viene a mancare. E sento il dovere di ringraziare i vertici aziendali che in questo periodo così difficile non ci hanno mai fatto mancare il proprio supporto.”

Nel ringraziarla per le battute scambiate, è il caso di ricordarci che il postino è da sempre al fianco e per i cittadini, continua a garantire il proprio servizio consentendo il funzionamento della vita sociale del Paese. E in questo momento nel quale ciascuno di noi, con la propria operosità, può offrire il proprio contributo e prendersi cura dell’Italia.

(Armando Lostaglio - Donato Masiello)

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