Appuntamenti in Primo Piano: Tagliatori di teste, isole-carcere e senzatetto attori: Ischia Film Festival, ecco i fuori concorso


Quattordici film nella sezione non competitiva del cartellone della diciottesima edizione della rassegna, in programma dal 27 giugno al 4 luglio

Una tragedia shakespeariana messa in scena da homeless, i tagliatori di testa al confine tra India e Myanmar e l’esperienza della piccola isola-carcere di Gorgona, in Toscana, sono tra gli spunti più interessanti della sezione “fuori concorso” della diciottesima edizione dell’Ischia Film Festival, in programma dal 27 giugno al 4 luglio sull’isola verde in versione ibrida, in parte online e in parte al chiaro di luna del suggestivo Castello aragonese. Quattordici i film che completano il cartellone di titoli: sono lungometraggi, documentari e cortometraggi che - spiega il direttore artistico Michelangelo Messina – “pur non gareggiando in competizione, per ragioni di spazio e di tempo, contribuiscono in maniera significativa ad offrire una panoramica completa dello stato dell’arte cinematografica, rivelandosi tasselli di un mosaico composito che rispecchia la diversità culturale dei paesi e delle aree geografico in cui sono ambientate”.




Nel dettaglio, la sezione si nutre dell’interessante scommessa artistica di “ Amleto” , diretto da Tekla Taidelli, che racconta l’esperienza di alcuni senzatetto, e delle storie parallele di dolore che da un centro sociale di Ponticelli investono la dimensione domestica e familiare di tre protagonisti in “ Giù dal vivo ” di Nazareno Nicoletti. Un crescendo di tensione, espresso attraverso raffinate soluzioni stilistiche, caratterizza “ Gli ultimi a vederli vivere” , lungometraggio di Sara Summa. Storie di infanzia violata nel cortometraggio “ La musica è finita ” del regista napoletano Vincenzo Pirozzi. Si ispira a una nota tradizione della sua città di origine, Ivrea, Laura Aimone, autrice de “ Il carnevale della vita” , riflessione esistenziale sul coraggio da trovare per affrontare il cambiamento. E’ un documentario antropologico su una delle ultime tribù al mondo di tagliatori di teste “ The Last Headhunters ” di Marco Del Lucchese. In “ Zavera ” Andrei Gruzsniczki gioca sul filo del passato per un thriller carico di suspense. Ambientato su una piccola isola toscana, in cui esiste solo un carcere e in cui si confrontano le aspettative di chi spera di poter tornare presto in libertà e di chi ci lavora sentendosi quasi imprigionato, “ Isola ” di Aurelio Buchwalder. Insiste sulla relazione padre-figlio, con uno sfondo che diventa protagonista totalmente della storia in un'intrigante atmosfera progressivamente sempre più cupa e misteriosa, “ The Flood” , di Kristijan Krajncan. La distanza generazionale tra un nonno che ha vissuto l'epoca dell'impero sovietico e un nipote nato a cavallo del nuovo millennio, con le problematicità contemporanee di un paese come la Bielorussia in background, è al centro di “ Strip and War” , diretto da Andrei Kutsila. Ha l’intento di catturare su pellicola rituali e gesti comuni del Giappone di oggi “ La preghiera” , di Kazuya Ashizawa. “ The Innocence” di Ashraful Alam è un lungometraggio sperimentale proveniente dal Bangladesh. La vicenda di una ragazza chiusa in riformatorio, con difficoltà relazionali con le altre compagne e un malcelato desiderio di riabbracciare la madre, ispira invece “ All for my mother” , lungometraggio polacco diretto da Malgorzata Imielska. Tre ragazze turche in un'area di servizio sono, infine, le protagoniste di “ Vapor” , cortometraggio distopico e metaforico di Emre Birişmen sulla paura del diverso, l'angoscia, l'incomunicabilità, l'indecifrabilità del reale.

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