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L'Opinione di Marco Lombardi.


Molti italiani, purtroppo, hanno vissuto in prima persona il dramma di un furto in casa. Trovare la porta di ingresso aperta e dietro di essa il raggelante spettacolo di stanze messe a soqquadro, armadi e cassetti aperti, tutto gettato nel mezzo, biancheria, ricordi cari, tutto. Una sensazione di smarrimento e vulnerabilità che si fa ancora più forte quando, nella maggioranza dei casi, le forze dell'ordine non possono che allargare le braccia, un po' per mancanza di uomini e risorse con cui fare le ricerche, un po' per la difficoltà oggettiva delle stesse. Per questo fa un po' rabbia vedere l'impegno immediato e senza risparmio con cui le autorità hanno preso in carico l'analogo reato capitato all'asso straniero della Fiorentina calcio, Frank Ribery. Dopo le comprensibili parole di sconcerto dello stesso e la minaccia di lasciare l'Italia e Firenze verso paesi più sicuri, si è mobilitato un esercito di persone, compresi il nucleo RIS alla ricerca di eventuali tracce di DNA. Insomma, tutti i migliori auspici per il miliardario calciatore francese, convinti che l'intimità violata non la si ripari neppure con tanti denari da spendere, però la dipsarità di trattamento non può che saltare agli occhi, per ricordarci ancora una volta che non tutti siamo uguali di fronte alle leggi dell'umana giustizia.

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