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Segnalazione in Primo Piano: Quest’estate non ci saranno più le sedie Job



Gennaro è un ragazzo diversamente abile che la mattina di martedì scorso ha preso parte all'incontro tra l'associazione L'Ultima Luna ed alcuni rappresentanti del Comune di Scanzano Jonico. Sul suo viso si percepisce tutta la delusione perché quest’estate non ci saranno più le sedie Job per accedere alle spiagge per quelli che, come lui, hanno bisogno di un supporto differente per fare il bagno. Nel corso dell'incontro, la delegazione dell’Associazione L’Ultima Luna, di cui Gennaro fa parte, ha appreso che le pratiche per la realizzazione del tanto atteso lido inclusivo da realizzarsi a favore delle persone diversamente abili e delle loro famiglie previsto in Lido Torre, sono state avviate, ma i tempi tecnici sicuramente non consentiranno la realizzazione dello stesso per la stagione, ormai iniziata da tempo. Con molte probabilità, la pratica è da riproporsi solo per la prossima stagione, visto che comunque la concessione scadrebbe il 31 Dicembre 2020. Quindi a Gennaro ed i suoi amici non rimane che l'amara constatazione che perderanno quel minimo di servizio di cui erano riusciti a usufruire lo scorso anno. E con lui, la comunità scanzanese perderà la possibilità di ospitare degnamente quella tipologia di turisti che hanno scelto di trascorrere le loro vacanze a Scanzano Jonico. E mentre tutti gli altri si godranno le loro meritate vacanze all’ombra dei lidi disposti lungo il litorale, noi dell'associazione continueremo a chiederci: perché? Perché, per una serie di cavilli burocratici, tecnici, amministrativi, viene impedito a persone che hanno delle difficoltà l’accesso ad un diritto per noi alla portata: il diritto di godere del mare di uno dei luoghi più belli di tutto il litorale jonico. Quelle persone che stanno sulla sedia a due ruote non ne capiscono di pratiche amministrative e di scadenza di termini. Quelle persone vorrebbero solo avere la possibilità di recarsi su una spiaggia che sia stata appositamente attrezzata con una passerella e poter rinfrescare le loro membra dentro le acque del mare che hanno sotto casa. Gennaro in questo momento sta maledicendo i permessi, le domande e le autorizzazioni, perso nel chiuso della sua casa, sperando che qualcuno, prima o poi, si ricordi che la vita umana vale più di quattro carte firmate e protocollate. L'associazione “L'Ultima Luna” continuerà a far sentire la voce di Gennaro e degli altri che sono nelle sue condizioni, sperando di costituire per le amministrazioni comunali un alleato e non un controllore antagonista, un partner e non degli strampalati individui che piombano sotto la sede di un ufficio in una mattina d’estate mentre potrebbero benissimo starsene, a loro volta, sdraiati sotto il sole di luglio. Essi cullano la mai abbandonata speranza che prima o poi qualcuno riuscirà a far rispettare i diritti dei più deboli che chiedono solo di poter fare un bagno come tutti gli altri. E lo chiedono sempre a voce bassa. Sono abituati dalla loro condizione a non disturbare. Cerchiamo di dare loro una mano.

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