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Natale 2020. Apologia Natalizia

La prima traccia del Natale risale al Commentario su Daniele di sant'Ippolito di Roma, datato al 203-204 d.C. molti anni prima delle testimonianze di analoghe festività del Sole Invitto. Altri riferimenti poco certi sulla festività del Natale risalgono al IV secolo. La prima menzione certa della Natività di Cristo con la data del 25 dicembre risale invece al 336,[Nota 3][Nota 4][3] e la si riscontra nel Chronographus, redatto intorno alla metà del IV secolo[Nota 5] dal letterato romano Furio Dionisio Filocalo.[Nota 6] Le origini storiche della festa non sono note[Nota 7] e sono state spiegate con varie ipotesi.[Nota 8] Probabilmente la sua data venne fissata al 25 dicembre per fare coincidere la festa del Natalis Solis Invicti con la celebrazione della nascita di Cristo, indicato nel Libro di Malachia come nuovo "sole di Giustizia" (cfr. Malachia III,20).Sono state proposte anche soluzioni diverse, sia in relazione a influenze ebraiche sia a tradizioni interne al cristianesimo,e sono valide anche ipotesi per cui sono stati i pagani a fissare la data in concomitanza dell'uso cristiano, già in voga da decenni, per unificare i culti. Le diverse ipotesi possono coesistere. La tradizione cristiana ha basi comuni con quella popolare e contadina, dal momento che nello stesso periodo si celebravano una serie di ricorrenze e riti legati al mondo pagano: infatti nell'antica Roma dal 17 al 24 si festeggiavano i Saturnali in onore di Saturno, dio dell'agricoltura, durante i quali avvenivano scambi di doni e sontuosi banchetti.

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