Passa ai contenuti principali

Segnalazione in Primo Pino: IL MIO DOVUTO AMORE di Alba Montagnuolo e Carla Zita

Uscito il nuovo libro di Alba Montagnuolo – IL MIO DOVUTO AMORE, scritto a 4 mani da Alba , dalla Giornalista Carla Zita e curato da Gianfranco Blasi, edito da Universosud.


“Parlare dei miei sentimenti e delle mie emozioni diventa sempre difficile. Dietro la corazza della donna, mamma, forte e coraggiosa ed estroversa, si nascondono conflitti e fragilità che solo un occhio attento sa scrutare. Il mio cielo è costellato da tante domande spesso senza risposte, un groviglio di rabbia che spesso sfocia nell’impotenza. Solitamente non piango […].

È nei momenti di solitudine che non riesco a scappare dai miei tormenti. Che cosa ne sarà di mia figlia quando io non ci sarò più?”

Alba Montagnuolo è una donna, una mamma, ma soprattutto una guerriera che ha lottato e continua a farlo per i diritti delle persone con disabilità. Ne Il mio dovuto amore, la giornalista Carla Zita, raccoglie le testimonianze, l'impegno e gli episodi della vita di Alba. L'infanzia, il matrimonio, la gravidanza e poi la nascita della “Principessa”, la scoperta della malattia, le paure e la reazione forte e coraggiosa, come solo quella di una madre che vede soffrire la propria figlia può essere. “Sembrava un angelo. Bionda, riccioluta e con gli occhi azzurri. Nulla, nel primo mese di vita, poteva far temere che fosse affetta da Sclerosi Tuberosa ed Encefalopatia Epilettogena Evolutiva farmaco resistente.” Una malattia rara che colpisce un bambino su circa settemila.

La battaglia di Alba, però, non si ferma nelle sue mura domestiche. Capisce, durante un particolare episodio, che come sua figlia ci sono tanti altri bambini che hanno bisogno di aiuto. E da qui parte per iniziare un percorso, come lo descrive Carla Zita “tutto in salita, fatto di corsa, quasi mai senza prendere fiato”.

“Alba ha combattuto per sua figlia, e non solo. Perché la sua è stata una battaglia per l'affermazione di una società civile capace di non lasciare indietro nessuno”.

Questo libro, come ci ricorda il Professor Sergio Ardis nelle conclusioni, ci rimette in contatto con la sofferenza, permettendo al sentimento più umano che abbiamo, l'empatia, di farci da guida.

Alba Montagnuolo e Gianfranco Blasi, curatore del volume, hanno deciso di devolvere i diritti d’autore all’ETS Marisol Lavanga. Il libro, inoltre, sarà scaricabile in formato audiolibro grazie alla collaborazione con l'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Potenza.



Dichiarazione Alba Montagnuolo: “Quando Antonio Candela mi ha chiesto di raccontare la mia storia ho accettato di buon grado. Nel libro racconto la mia vita: dalla mia non facile infanzia fino al mio impegno nel mondo del volontariato e come poetessa. A mia figlia Maria Carmela riservo un posto centrale nella mia biografia perché è proprio dalla sua nascita che la mia vita ha avuto una forte scossa in positivo. La scoperta della malattia rara di cui soffre mia figlia ha provocato in me sofferenza ma anche una reazione di coraggio. Dal dolore ho preso linfa e ho trasformato quella che qualcuno potrebbe pensare essere una debolezza in una grande forza che, forse, non immaginavo neanche di avere. Con Maria Carmela sono rinata come mamma volontaria a servizio non solo di mia figlia ma di tutti i diversamente abili. È stata ed è sempre mia figlia la fonte di ispirazione più grande nel percorso della mia vita che, però, non sarebbe stato lo stesso senza l'incontro con persone speciali, quelle che nel libro ci hanno voluto lasciare una testimonianza del loro operato e di come le loro strade, ad un certo punto, si siano incrociate con la mia. Ognuno di loro ha lasciato un segno importante nella mia storia personale e in quella del mondo del volontariato in Basilicata. 


Dichiarazione Carla Zita: “Scrivere questo libro con Alba mi ha dato l'opportunità di approfondire e meglio conoscere fatti e persone di un mondo in cui la solidarietà, la generosità, il coraggio ed il senso della giustizia animano ogni scelta, ogni battaglia. Percorrendo alcune delle tappe del volontariato a fianco alle persone diversamente abili in Basilicata e grazie ad Alba Montagnuolo, che mi ha chiesto di collaborare con lei per raccontare la sua storia, è possibile riscoprire la speranza in un futuro migliore, più umano”.


Dichiarazioni di Antonio candela: Questo lavoro è un dono che chiesi di realizzare ad Alba qualche anno fa. Perchè di queste storie, di questi racconti , oggi più che mai ,ne abbiamo bisogno. In un tempo dove tutto corre velocemente, rimettere al centro le persone è fondamentale. Papa Francesco proprio in queste ore ci richiamava a “"non lamentarci delle restrizioni, ma di aiutare gli altri”, credo che l'impegno di Alba e la sua storia ci potrà far riflettere sul senso della vita e del dono verso le persone.



tutte le info su: https://www.editriceuniversosud.it/shop/il-mio-dovuto-amore-montagnuolo-zita/


Commenti

Post popolari in questo blog

Schermi Riflessi di Armando Lostaglio: Breve dialogo intorno al Presepe di Don Rocco

Rionero in Vulture. - A primo impatto appare come un’opera avveniristica, un’attesa che da primordiale riappare futurista. “Sì, perché le lampade richiamano l'Oriente ... l'assenza di statue ed immagini richiama l'Islam ... Forse un simbolo che Gesù è venuto al mondo per tutta l'umanità anche per i musulmani. Forse un messaggio di rinascita universale...” E’ quanto asserisce Lucia. “Prestando attenzione si sente la cascata della buona novella” ribatte Giovanna. “Da dove si capisce che è un presepe e non una installazione di quelle che vediamo a Venezia nella Biennale di Arte...?” Rammenta Donato. Certo, va visto dal vivo quel presepe che ha realizzato Don Rocco Di Pierro, nella Chiesa Mater Misericordia; eppure, sapendo che è in chiesa si intuisce che si tratta di un presepe... “E se fosse stato allestito in un museo cosa significherebbe? e se fosse stato in chiesa a Pasqua?” Ribatte ancora Donato. Tuttavia, offre una sensazione di quiete, luminosa, aurea per

Il lucano Francesco Di Silvio, produttore del film in concorso a Venezia "Rabin, the last day" di Amos Gitai

Lido di Venezia. E' lucano di Palazzo San Gervasio Francesco Di Silvio, il produttore del film "Rabin, The Last Day" di Amos Gitai, fra i più acclamati e possibile vincitore di un Premio importante alla 72. Mostra del Cinema di Venezia. Lunedì 7 settembre, alla prima del film in Sala Grande, era alle spalle del regista e dell'ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il quale ha scelto di venire alla Mostra solo per questo straordinario film; un opera necessaria per capire più a fondo le problematiche del conflitto israelo-palestinese, a partire dall'assassinio del premier Rabin avvenuto venti anni or sono.

Schermi Riflessi di Armando Lostaglio: Cristìnia di Cristina di Lagopesole – Edizioni dell’Eremo

“L’arte dello scrivere è l’arte dello scoprire ciò in cui credi”. Lo scriveva Gustave Flaubert due secoli fa, e alquanto si addice alla maniera (tormentata e gioiosa) di scrivere di Cristina di Lagopesole, poetessa sacra ed innografa lucana, che ha appena dato alle stampe la sua ultima fatica letteraria dal titolo “Cristìnia”. Un’opera poetica dall’elegante veste grafica (come del resto lo sono anche le precedenti pubblicazioni), edita dalle Edizioni dell’Eremo – La Grafica Di Lucchio, Rionero in Vulture – 120 pagine ben illustrate e corredate di immagini sacre, che guidano il lettore nella storia e nella preghiera di Santi, Beati, Venerabili che portano il nome Cristina, declinato anche in altre lingue ed epoche storiche.    Incontriamo la poetessa – originaria di Rionero in Vulture – in procinto di recarsi nell’Eremo carmelitano da lei edificato, fra il castello federiciano di Lagopesole e il santuario del Carmine di Avigliano. È un testo molto importante su Santi e