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📰 Autori: Cade l’avvento e la pace del silenzio di Vito Coviello


Era appena passata Pasqua e nel paesello, arroccato sulla montagna del Vulture, dove spuntava il campanile a punta, veniva ogni tanto Padre Corbo per la benedizione delle case e dei villaggi. Era diventato vecchio ed anziano. Un po' per volta, piano piano e, a piedi, raggiungeva tutte le contrade e anche il paesello. Arrivato a casa di zia Caterina e di Zì Tore è stato ben accolto, naturalmente, nonostante zia non sapeva cosa offrirgli. Benedisse tutte le stanze e zia teneva a far benedire anche il pollaio perché la faina aveva mangiato l’ultima gallina. Con la benedizione, forse, non sarebbe più venuta ad uccidere le sue galline. Poi parlando del più e del meno, confidò a padre Corbo un problema che l’assillava: il marito, con l’età, era diventato completamente sordo e quando gli parlava sorrideva ma non capiva e non ascoltava. Allora chiese a Padre Corbo se conoscesse qualcuno o qualche soluzione per risolvere la sordità di suo marito. Padre Corbo ci pensò un attimo e sentenziò: “Devo parlare con un rappresentante di una nota ditta “La Sento Bene, Sento Meglio” che ha degli ottimi apparecchi acustici e senz’altro tuo marito potrà ritornare a sentire. Mi raccomando quando viene, dato che raggiungere il viaggio è faticoso perché distante, ospitatelo a pranzo e rendetegli bella ospitalità. Lo conosco e mi ricordo che gli piaceva tanto il coniglio perché siamo stati in un’osteria insieme e  lui aveva ordinato tale pietanza”. “Va bene”, disse zia Caterina. Passarono giorni, mesi e anche la Pasqua. Per proteggere al meglio le galline dalla faina avevano costruito un reticolato più forte, con questa accortezza le galline non furono più uccise. Una mattina, arrivò il rappresentante e misurò i suoni con un’apparecchiatura attraverso una cuffia. Zia Caterina lo chiamò: “Dottore venga, si accomodi, venga qui, c’è mio marito Tore che non sente ed io non so come fare”. Il giovane dottore rise e si accomodò, mise la cuffia all’anziano e incominciò a misurare con l’apparecchio audiometrico i suoni, l’anziano lo guardava e sorrideva, non sentiva nulla e così il dottore aumentò l’intensità dei suoni, toccando sia il tasto destro che sinistro chiedendogli “Dove hai sentito? A destra? A sinistra?” ma il signore anziano continuava a guardarlo e sorrideva. Ad un certo punto, prese una di quelle apparecchiature nuove, di quelle che si applicano alle orecchie: la cassettina di metallo, grossa si doveva tenere sul petto e i due cavi dovevano essere collegati a tutte e due le orecchie. Il dottore disse: “Vediamo se ora con questo senti”. Alzò tutto il volume e gridò nell’apparecchio: “Mi senti Tore?” e Tore ebbe un sobbalzo, aveva sentito e come. Quell’apparecchio lo aveva stordito, si tolse prontamente gli auricolari e disse: “Per favore io sto bene così, non sento, per lo meno non sento bene ma, soprattutto, non voglio sentire quando mia moglie mi rimprovera, mi annoia, si lamenta. In questo modo sto in pace con lei, con me stesso e con il mondo”. Il silenzio per zio era la pace. 18 Il giovane rappresentante guardò quegli occhi azzurri e tristi di zio che non voleva quell’apparecchio anzi gli avrebbe pagato qualsiasi cosa pur di non averlo. Non seppe che dire, si rattristò, andò dalla moglie, la zia Caterina e le disse: “Gentile signora, purtroppo per vostro marito non c’è niente da fare, è sordo e rimarrà sordo, abbiatene cura e mettetevi l’anima in pace”.
 

racconto tratto dal libro

SENTIERI DELL’ANIMA: IL CONTASTORIE 

(piccola raccolta di racconti, storie e leggende)

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