Passa ai contenuti principali

🎥 CONCERTO DELLA BANDA MUSICALE DEI VIGILI DEL FUOCO NEL TEATRO LA FENICE

 

 Il 29 gennaio 1996 il vasto incendio de La Fenice, oggi un evento per ricordare quella terribile notte e il duro lavoro svolto dai vigili del fuoco, ma soprattutto per celebrare la rinascita di uno dei simboli di Venezia. A 25 anni dal rogo che lo distrusse, questo pomeriggio il Corpo Nazionale è tornato in quel teatro, ma con la sua Banda musicale. In conformità con l’attuale momento di emergenza sanitaria, il teatro La Fenice ha ripercorso quei momenti tragici e la successiva fase di ricostruzione attraverso un documentario, curato e condotto dallo scrittore Alberto Toso Fei con la regia di Tommaso Giusto, prodotto con contributi video dell’epoca, interventi e interviste ai protagonisti di ieri e di oggi. A seguire è andata in scena la Banda musicale del Corpo Nazionale del Vigili del fuoco, diretta dal maestro Donato Di Martile e accompagnata dalla voce del tenore Francesco Grollo, che si è esibita in concerto proponendo un programma di generi musicali molto diversi: da Franz von Suppé a Niccolò Paganini, da Ruggero Leoncavallo a Giuseppe Verdi, da Charles Gounod a Leonard Bernstein, da Giacomo Puccini ad un omaggio a Ennio Morricone per chiudere con l’inno nazionale di Michele Novaro. Sono intervenuti in collegamento il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, e il sovrintendente e direttore artistico del teatro, Fortunato Ortombina. Al loro saluto ha fatto seguito quello del capo del Corpo Nazionale dei vigili del fuoco, Fabio Dattilo, direttamente dal palco de La Fenice. “Grazie alla città di Venezia che ha voluto ospitarci in occasione del venticinquesimo anniversario dell’incendio de La Fenice, questo bellissimo teatro, una perla mondiale per acustica e visibilità, che è risorto dalle ceneri come vuole il suo stesso nome. Ringrazio il nostro ministro, il nostro sottosegretario, il nostro capo dipartimento e un grazie di cuore a tutti i vigili del fuoco italiani che sono protagonisti di questa storia. Questa visione d’insieme, dei vigili del fuoco che stanno insieme a una città, e di una città che sta insieme a chi rappresenta le belle arti, è quello che ci vuole in questo Paese, rappresenta la voglia di rinascita dopo la pandemia. A proposito di quella notte terribile ho un ricordo in particolare, ci rendemmo tutti conto della vulnerabilità di questa città, salvata grazie all’opera di quei vigili del fuoco che poi hanno avuto l’onore di essere insigniti della Medaglia d’argento al Valor Civile. Quell’intervento ha fatto scuola, da allora Venezia è dotata di una rete antincendi che la protegge. Questa città, infatti, pur galleggiando sull’acqua, non aveva una rete idrica in pressione per spegnere gli incendi, invece oggi ce l’ha sparsa in tutti i sestieri e riesce ad azzerare i tempi di intervento delle squadre”.

Commenti

Post popolari in questo blog

📷 Galleria Fotografica: Rotary Club Venosa. Giornate Europee del Patrimonio (26 Settembre 2021)

 

📰 Segnalazioni in primo Piano: LUCE E OSCURITA’ DI CARMEN PICCIRILLO

Mani che sudano, cuore che batte all’impazzata, gambe bloccate. Licia protagonista dell’ultimo libro di Carmen Piccirillo “Luce e oscurità” , Booksprintedizioni, ha provato tutte le sfumature dell’ansia che gli attacchi di panico regalano. Licia è una giovane trentenne di Milano appassionata di giornalismo dalla personalità sensibile e profonda ma anche complessa. Con il suo racconto ci porta nella sua vita, nei suoi ricordi, nelle sue paure. Soffre di disturbo d’ansia che si presenta ogniqualvolta vuole dare una risposta alle situazioni della sua vita. Riavvolgendo il nastro della sua storia l’oscurità della sua anima è cominciata con la morte prematura del padre e altre vicissitudini che ha dovuto vivere. Le “cose” accadono per tutti: eventi, situazioni, alternarsi di stati d’animo, esperienze, sorprese. Ognuno di noi attribuisce un significato differente alle cose che accadono e ognuno di noi reagisce o interpreta ciò che accade in modo proprio. L’autrice scrive: “.. la

📰 Schermi Riflessi di Armando Lostaglio: Una poesia dalla Russia Racconti di Michele Libutti

L’ultima fatica letteraria di Michele Libutti, dopo una ventina di racconti e poesie dati alle stampe in questi anni, è un racconto che appare unico, sebbene sia composto da più di venti brevi. Come un film ad episodi (da anni ’70) cui la trama di commedia restava all’orizzonte mantenendo la rotta comune. Una poesia dalla Russia resta un romanzo di formazione - si direbbe - erudito come nel suo genere, maturato da esperienze vissute. Un nuovo tassello nella sua ultraventennale esperienza letteraria. E in copertina un interpretativo disegno a cura di Roberta Lioy. Michele Libutti sa regalare stanze di eccellenza, visioni semplici e altre; svolge un’operazione intuitiva di quanto ci gravita intorno, gira dalle parti del sacro recinto (definizione da Leonard Cohen) manifestando tuttavia una scrittura garbata e provocante: dipende dalla nostra capacità di interazione con le mutevoli cose della vita. Il racconto che dà il titolo alla raccolta è straordinario, una poetica