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📰 L'Opinione di Marco Lombardi: Il cerchio e le bòtte


 
E' chiaro che i numeri del virus, ma soprattutto quelli del vaccino, avrebbero imposto di mantenere ferme le attuali restrizioni almeno fino a giugno. Purtroppo era necessario dare un altro messaggio, perché le categorie economiche più colpite dalle limitazioni vigenti sono sul piede di guerra, una guerra che non si sa fino a che punto potrà arrivare e soprattutto come lo Stato sarebbe in grado di farvi fronte. Ma i numeri, ancora, parlano e non sono certo rosei versi. Così si apre ma non troppo, con una mano si dà, con l'altra si leva, ma soprattutto si conferma la mannaia del coprifuoco alle ore ventidue. Sia chiaro, togliere il coprifuoco significa negare alle autorità il potere di prevenire, per quanto possibile, gli assembramenti notturni, visto che curarli una volta scoppiati non è fattibile, pena rivolte di gruppi impazziti di rivoluzionari della movida e non solo loro. Mantenerlo però ha il senso di un sadico gioco contro chi spera di recuperare clienti ed entrate da attività ludico ricreative che hanno nella sera e nelle prime ore della notte il loro orario di punta. Ristoranti innanzitutto, ma anche teatri, cinema, gestori di impianti di calcetto, solo per citarne alcuni. Come reagiranno a questa beffa? Male, è prevedibile. In questo momento non era il caso di tenere il piede in due staffe, ma si doveva essere netti, nell'uno o nell'altro senso. Il cerchiobottismo stavolta rischia non pagare affatto, ma anzi di innescare un circolo vizioso che ci veda perdenti su tutti i fronti.

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