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đź“° Segnalazioni in Primo Piano: “Il ritratto dell’anima” di Carmen Piccirillo di Michele Libutti


 
“...a volte l’amore non finisce...ma le anime sanno, ancor prima delle menti, quando è il momento di riavvicinarsi...; ...alcune imprevedibilitĂ  non sono casuali. A volte può esserci lo zampino di Dio...che mette in atto una serie di eventi...” Queste sono solo alcune delle tante esternazioni che la nostra Carmen ci prospetta con una semplicitĂ ...”dell’anima”. E non potendo citarle tutte, ricorderemo il dialogo tra il tassista e la signora russa, di cui accenneremo ancora e da cui emerge che il primo rifiuta inspiegabilmente il compenso dalla seconda che ha accompagnato nel suo giro...Anche nella storia di Gionatan, il nonno Fausto e la signora Giada si nota una insolita indisponibilitĂ  ad accettare denaro per un lavoro che Fausto consegna alla signora Giada. Ma c’è anche “Dall’altra parte del recinto”, “Gli alieni sulla terra”, L’artista Fabio”. I temi sono tanti e finiscono e si riassumono tutti in una osservazione di Carmen, fatta durante una conversazione di qualche tempo fa con me: “Vorrei che il mondo fosse diverso!” Quanti fidanzati credono di essere arrivati alla fine della loro storia d’amore, ma finiscono per accorgersi di essere stati precipitosi!” E che dire del “continuo mutamento” della vita: Carmen sembra voler continuare il “panta rei” eracliteo: tutto scorre e non è possibile bagnarsi due volte nella stessa acqua di un fiume, ma il ruscello (o mare in tempesta?), quello di Carmen, continua con limpidezza a non stancarsi mai di esistere. E’ come se Carmen cantasse un inno alla vita perchĂ©, come dirĂ  in altri racconti, non bisogna mai rassegnarsi. E’, insomma, come se incitasse tutti noi a bagnarci in un’altra acqua, l’acqua della vita, quell’acqua in cui dobbiamo immergerci per non restare sporchi. La scrittrice, poi, si supera e sale in cattedra quando sembra elargirci dei consigli che solo una persona saggia può dare: il mostro che abbiamo dentro di noi sembra impedirci di vivere, ci rende insignificanti e privi di armonia e energia, ma alla fine del suo racconto ci sorprende, quando afferma, con una semplice considerazione, che il mostro e l’angelo coesistono dentro di noi, nonostante la grande distanza, e noi possiamo avvicinarci prendendo un bel caffè insieme, certo, in un locale prestigioso della nostra anima! Dalla storia del tassista e da quella di Fausto si evince una generositĂ  che i lettori senza difficoltĂ  attribuiranno a Carmen. Certo nel secondo caso c’è di mezzo l’amore e conviene osservare tutte le sue regole. Perciò una piccola captatio benevolentiae non stona perchè, in questo caso, non è risolutiva per un rapporto che è giĂ  stato istituito tra -guarda caso- due anime che come spesso capita, si incontrano casualmente e si riconoscono subito. Mi ha colpito il colloquio tra i due che, a meno che Freud non abbia messo direttamente le sue mani, esprime questa empatia immediata:”Si segga, signora Giada, dice Fausto... mentre le preparo un caffè...” Giada risponde:”la attendo, Fausto...”Quando Fausto ritorna col caffè, (sono passati pochi minuti) le risponde: “Ecco il TUO tavolo. Giada, come TI sembra?” Per confermare l’intesa e senza bisogno delle solite precisazione, Giada risponde:”Quanto ti devo?” Siamo passati dal “lei” al tu”, ma tra qualche battuta si ritorna al “lei”. E’ quell’imbarazzo tipico di due persone che si sono riscoperte. Ma anche se Carmen si fosse distratta e avesse sbagliato a scrivere, Freud ritornerebbe all’attacco perchĂ© Carmen, come ogni scrittore, ha una grande confidenza coi suoi personaggi e senza accorgersi li fa familiarizzare. Si ritorna al tu reciproco. E’ il modo piĂą diretto per parlare tra loro due. “Nulla avviene per caso”; i sogni non diventano desideri ma quadri che rappresentano le sfaccettature dell’anima. Queste affermazioni si trovano nella storia dell’artista Fabio. Anche qui c’è una “prestazione d’opera” gratis, quale compenso a un desiderio, a qualcosa che i due cercano ma che, come ha deciso la scrittrice, non deve essere soddisfatto immediatamente. I lettori devono avere pazienza e aspettare. Questo espediente si trova spesso nei racconti: Carmen vuole lasciare col fiato sospeso? O non ritiene necessario​ entrare nelle faccende altrui, soprattutto quando rischiano di “complicarsi” con l’amore e di lanciare messaggi equivoci? In definitiva, in tutti i suoi racconti, la nostra Carmen mostra di avere tanti desideri che forse non si realizzeranno mai; gli alieni sulla terra non esprimono forse la delusione di vivere in questo mondo? Sarebbe bello fare un viaggio con gli alieni, ma per fare questo e per evitare equivoci, Carmen prudentemente afferma che è richiesta tanta fantasia...E spaziando ancora nel suo libro, si ritrova un’altra espressione: “paura di amare, forse? Giada e Fausto riusciranno ad amarsi?” Ma questo -l’abbiamo giĂ  detto- dobbiamo intuirlo noi forse secondo i nostri desideri, secondo quello che ci suggerisce la nostra anima. In un altro racconto Carmen ci immagina in un recinto che non possiamo oltrepassare. A Raffaele, uno degli “ospiti”, sembra di ascoltare una voce di cui non capisce la provenienza. Ma sembra raccogliere il suggerimento di Carmen: quella che sente è la voce del suo cuore che lo tranquillizza: il senso profondo di tutto questo si trova in una successiva parentesi non terrena. Carmen, in definitiva, ci ha donato una raccolta di racconti non comuni. Ho piĂą volte citato lo stesso, quello, del tassista. PerchĂ© tutti, qualche volta, siamo un po’ tassisti, tutti viviamo in un clima di solitudine e solo quando ci capita la possibilitĂ  di contrastarla in qualche modo, riusciamo ad apprezzare le cose belle della vita. E in questo racconto, badate, non è l’amore, quello tradizionale tra un uomo e una donna, che muove il comportamento del tassista. Sarebbe tutto molto banale: ma in fondo è sempre... l’amore, un altro tipo di amore, quello di una madre per i propri figli lontani che cerca di annegare i propri sensi di colpa comprando dei giocattoli che si premurerĂ  di inviare. Anche il tassista ha un’anima come quella della signora. E’ un incontro eccezionale tra due anime “superiori”, due anime che trovano il momento giusto per fondersi in un abbraccio ideale. Dunque questa signora, baciata...dalla fortuna, ha trovato in un semplice tassista Il suo terapeuta. ChissĂ  quanti di noi vorrebbero incontrarlo!

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Mani che sudano, cuore che batte all’impazzata, gambe bloccate. Licia protagonista dell’ultimo libro di Carmen Piccirillo “Luce e oscuritĂ ” , Booksprintedizioni, ha provato tutte le sfumature dell’ansia che gli attacchi di panico regalano. Licia è una giovane trentenne di Milano appassionata di giornalismo dalla personalitĂ  sensibile e profonda ma anche complessa. Con il suo racconto ci porta nella sua vita, nei suoi ricordi, nelle sue paure. Soffre di disturbo d’ansia che si presenta ogniqualvolta vuole dare una risposta alle situazioni della sua vita. Riavvolgendo il nastro della sua storia l’oscuritĂ  della sua anima è cominciata con la morte prematura del padre e altre vicissitudini che ha dovuto vivere. Le “cose” accadono per tutti: eventi, situazioni, alternarsi di stati d’animo, esperienze, sorprese. Ognuno di noi attribuisce un significato differente alle cose che accadono e ognuno di noi reagisce o interpreta ciò che accade in modo proprio. L’autrice scrive: “.. la