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📰 L'Opinione di Marco Lombardi: Notte fonda a Kandahar


Sono passati venti anni, ma ho ancora vivo il ricordo di Gino Strada che ripete per la millesima volta l’inutilità di una spedizione militare in Afghanistan, l’inutilità in fond0 di tutte le guerre. Lo faceva forte della sua esperienza sul campo, lui, che negli occhi delle vittime vedeva chiaramente la storia di un paese martoriato dagli odii tribali, dalle ingerenze di una politica internazionale che lo aveva eletto ad uno dei luogo simbolo dello scontro tra est e ovest. Strada aveva conosciuto personalmente Massud, il leader di quella alleanza del nord con cui le forze americane avevano prima stretto il patto contro l’invasore sovietico, celebrata anche al cinema a fianco di uno dei vari Rambo e poi scaricata in favore di una nuova generazione di studenti islamici, i talebani, che avrebbero frenato il rinato spirito indipendentista degli abitanti. Il resto è storia e dopo venti anni di distruzione e morte, con il paese raso al suolo, un suolo disseminato di ordigni inesplosi e la popolazione decimata, gli alleati se ne sono andati e i talebani stanno riconquistando città dopo città. Ma tutto questo ormai non fa più notizia e non solleva gli animi della comunità internazionale. Venti anni fa chi voleva la pace veniva sbeffeggiato come un illuso, un sognatore, ma a conti fatti quello che i realisti hanno ottenuto è solo un incubo senza fine.

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