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📰 L'Opinione di Marco Lombardi: Le truffe dei deboli e le truffe dei forti


 Secondo una stima al ribasso da parte dell’Agenzia delle Entrate, pubblicata recentemente su Il Sole 24 Ore, ammonterebbero ad ottocento milioni di Euro le frodi sui crediti d’imposta e sugli sconti fiscali relativi al superbonus edilizio. Si tratta di importi per opere mai realizzate, intestate anche ad ignari prestanome eper spese gonfiate in fattura. Sul totale dei diciannove miliardi di Euro erogati dallo Stato per tale agevolazione fa circa il quattro per cento, quasi un punto superiore a quanto costituiscono i quarantotto milioni di reddito di cittadinanza indebitamente percepiti sullo stanziamento complessivo del miliardo e mezzo per l’anno in corso. D’altronde la stessa quota percentuale, tra il tre e il cinque, si ritrova applicata in altri torbidi affari del nostro paese: il pizzo che la mafia richiedeva al tavolino per la spartizione degli appalti pubblici; la tangente tipo applicata dai partiti della prima repubblica; la ricompensa che, si vocifera, alcuni amministratori di condominio esigerebbero dalle ditte assegnatarie di lavori. Sarebbe curioso stimare simili proporzioni per quanto concerne le finte pensioni di invalidità, gli assegni di disoccupazione percepiti dai lavoratori a nero, le ore di cassa integrazione richieste da imprese esistenti solo sulla carta; chissà che, combinando i diversi risultati, non si ottenga un malefico numero aureo dell’illegalità in Italia. Ciò detto è significativo come l’attenzione pubblica e con essa quella degli addetti ai lavori, si concentri spesso solo su alcune di queste storture, tralasciandone altre e altrettanto significativo è verificare che il più delle volte gli atteggiamenti di rigida censura riguardino gli illeciti connessi al welfare, magari a giustificazione di tagli pesanti alle forme di assistenza verso i soggetti più deboli. Quasi a dire che le truffe allo Stato fatte dai più forti siano meno gravi o addirittura trascurabili, il che d’altronde è il paradigma su scala mondiale dei nostri tempi.

 Marco Lombardi

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