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Emozioni di Gianni Donaudi: RICORDI



Verso la fine degli anni ' 50 ero sui 12 anni e ricordo perfettamente gli allora diciotto/ ventenni di Imperia scimmiottare i "teddy boys" e i giovani  nordamericani in genere.    
Pochi anni prima il film "Gioventù bruciata" interpretato da James  Dean aveva riscosso un poderoso successo.
E fu così che anche da noi arrivarono gli scimmiottatori dei giovani d' oltre- Oceano, che già Alberto Sordi aveva portato sullo schermo con "Un americano a Roma" .
Ma se "Albertone"  era stato considerato "mezzo scemo" da suo padre, definire tali questi giovani indossanti i primi "jeans" , era più difficile, in quanto cominciavano a essere troppi
(ma forse già da allora iniziava un rincretenimento  della massa giovanile che sarebbe arrivato sino a oggi, naturalmente elevato al cubo rispetto ad allora).

Nella zona est di Imperia, il principale punto di ritrovo di questi epigoni di Dean era il Moka Bar, sito sotto i portici di Via Bonfante, dalla parte un tempo denominata " dei poveri" e all' angolo di via Giampietro Vieusseux. Il Moka Bar era gestito allora  dalla famiglia Muraglia e dopo pochi anni (causa prematura morte del proprietario) sarebbe passato alla famiglia Damonte- Stenca .

Da qualche anno erano arrivati i primi "juke box"  e questi ragazzi (definiti " leggere "o" schiene dritte " non solo dai locali benpensanti, ma anche da chi doveva lavorare per mantenere la famiglia o comunque per sopravvivere), se ne stavano per lunghe ore ad ascoltare la musica con in mano la bottiglietta di Coca Cola o il bicchierino di whisky and soda.

I motivi preferiti erano quelli dei "Platters" (sopratutto la celeberrima "Only You") . Ma questi avventori del locale ascoltavano spesso e volentieri anche" Tu vuo fà l'americano " di Renato Carosone, una canzone che in realtà era proprio una satira rivolta a quelli come loro, i quali però non avevano colto il messaggio e l'avevano interpretata quasi come un incitamento, appunto, a continuare a " fare gli americani ".

Tra questi "teddy boys alla farinata "uno in particolare merita un aneddoto . Si trattava di un tale soprannominato " Lancaster" poiché asseriva di rassomigliare al grande divo hollywoodiano, anche se a me, che al cinema andavo di frequente (era il periodo de " La Sfida all' O.K. Corral") , non pareva affatto.

"Lancaster" amava esibirsi di fronte al pubblico e non si sa come, riusciva a mangiare i bicchieri di vetro senza tagliarsi la bocca. Aveva doti da fachiro? Chissà...

Poco tempo dopo un altro giovane, noto in seguito più casalingo come "Modugno" , volle scimmiottare " Lancaster" ma gli andò male . Dovette essere ricoverato al Pronto Soccorso del vecchio ospedale.


Gianni Donaudi




GIANNI DONAUDI è nato a Imperia l' 11/ 12/ 46 - Autodidatta ha collaborato a varie testate di diversa tendenza, tra cui "Il Manifesto" , " Tracce" ,  "La Riviera ", " Nuove Angolazioni" , " Frigidaire" , " Evasion " , " Imperia New Magazine " .
E' autore di racconti e poesie - Di lui sono usciti " Dona Pamela e altri Racconti " ( di ambiente sudamericano) edito per la collana Millelire di Stampa Alternativa e la raccolta poetica " Versi Infami" dell' editore Oceano di Sanremo.
Da tre decenni stampa la fanzine " Emozioni" , dove vengono pubblicate poesie, racconti, articoli vari di argomenti vari .
Gianni è anche un referente locale dell' Arte Postale ( definita nel mondo  " mail art " ) -

Commenti

  1. Bravo Gianni. Quando non parti con i tuoi deliri politici filosofici deliranti in cui fai un minestrone di cazzate, scrivi racconti simpatici su quel tuo ambiente di provincia in cui sei nato e ora sei tornato. Continua così.

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