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L'Opinione di Marco Lombardi. Un assaggino di welfare

 
 
Aver appreso che cinque parlamentari abbiano chiesto e ottenuto il bonus emergenza non sorprende. Deludere forse, ma non sorprendere. Rientra nella logica con cui molti italiani concepiscono il welfare, vale a dire l’assaggino gratuito al bancone dello Stato: anche se non si ha fame, perché rifiutare? Nel pieno del lockdown era emerso il caso dei notai che avevano avuto analoga pretesa verso l’Inps, non vigendo in merito espresso divieto. Per non parlare della stima secondo cui almeno il venticinque per cento delle ore di cassa integrazione erogate siano state richieste da aziende il cui fatturato in questi mesi è cresciuto rispetto a un anno fa. Si dice che spetterebbe al legislatore, all’apparato burocratico, prevenire e vigilare, ma così torniamo alle miriadi di norme e circolari attuative che, a detta di tutti, bloccano da sempre il nostro paese. Il fatto è che, specie nei momenti di emergenza, bisogna fare a fidarsi, anzi bisogna far finta di potersi fidare, sapendo bene che appena il guardiano cala il sombrero sugli occhi, una miriade di desperados assalteranno la mandria. L’auspicio è che a fronte di qualche, si spera, furbo, siano tanti coloro che, realmente in sofferenza, abbiano tratto beneficio dalla snellezza di alcune delle procedure varate da marzo a oggi. Peccato che di questi ultimi pochi parlino.

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