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Interviste 2020. Un progetto che parla lucano. Ne parliamo con la “Rolag” di Potenza.

 

8 Novembre 2020

Team di professionisti produce raccordi per respiratori diretti al Nord La pandemia di Coronavirus che ha colpito l’Italia e tanti altri paesi del mondo ha spinto molte aziende a riconvertire la loro produzione per realizzare camici, dispositivi di protezione, ventilatori per la rianimazione e altri strumenti, dispositivi o oggetti più utili in questo periodo di emergenza. Tra le tante imprese riconvertite in questo periodo c’è anche la “Rolag” di Potenza, Rocco Laguardia, Sergio Lo Sardo, Valerio Aliandro e Francesco Ruoti che hanno deciso di convertirsi producendo mascherine e dispositivi anticovid , destinati alla protezione individuale degli operatori sanitari -e non solo -che stanno affrontando la battaglia contro il Coronavirus. Stampata con metodo FDM (una tecnologia di produzione additiva usata comunemente per applicazioni di modellazione, prototipazione) in materiale plastico di origine vegetale, filtro in TNT (Tessuto Non tessuto è il termine generico per indicare un prodotto industriale simile a un tessuto, ma ottenuto con procedimenti diversi dalla tessitura (incrocio di fili di trama e di ordito tramite telaio) e dalla maglieria),mantenuto all’interno da una griglia amovibile. Una barriera contro la contaminazione a droplet. Riutilizzabile e disinfettabile. Non sono un presidio medico certificato ma comunque saranno donate a chiunque si batte in prima fila nei confronti del virus bastardo. Un progetto che parla lucano, quello che coinvolge dei potentini professionisti nella progettazione ingegneristica e del design, loro è anche il merito non solo per aver riconvertito la loro azienda ma anche per aver prodotto: raccordi per i respiratori degli ospedali del Nord Italia. Un atto necessario, ma anche di grande responsabilità civica e umana, perché nella lotta al Coronavirus c’è bisogno, dell’aiuto di tutti. Ci dice l’ing. Rocco Laguardia: “Come portare con sé un oggetto ormai fondamentale è stato da subito un nostro cruccio. “.

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