Passa ai contenuti principali

Segnalazione in Primo Piano: “PANDEMIA CON FANTASIA” di Maria Antonietta Chieppa

Mi è capitato tra le mani, qualche giorno fa, un libro che mi è parso molto stimolante, sia per quanto riguarda il titolo che per quanto riguarda il suo interno, colmo non solo di perle di saggezza, ma anche di tante fotografie che proiettano agli occhi di chi le scruta un messaggio segnante, positivo, di auspicio proficuo. “Pandemia con fantasia”, un volume di versi, di Maria Antonietta Chieppa, autrice di Rionero in Vu lture. Ho iniziato a sfogliarlo con attenzione, e successivamente ho deciso di acquistarlo offrendo un mio contributo volontario. L’autrice ha destinato il ricavato del suo lavoro alla Casa Di Riposo “Virgo Carmeli” di Rionero, per supportare il suo person ale e i suoi ospiti verso i quali dimostra tanto affetto: un gesto notevolmente ammirevole in questo periodo storico caratterizzato da un disagio economico non indifferente. Ho letto con non poca curiosità lo scritto, traendo con la mia chiave di lettura s oggettiva il senso del contenuto, e ho iniziato a cogliere e ad avvertire la grande umanità dell’autrice, pecularità che esprime tramite i suoi versi caratterizzati da un linguaggio semplice quanto intenso e accattivante. Apparentemente catartico e conte mplativo, lo scritto di Maria Antonietta Chieppa lancia ai suoi lettori un messaggio di speranza, di solidarietà, di spiccata empatia e rilevante senso di altruismo verso le persone più vulnerabili. Ripercorre le tappe di festa e di ricorrenza che caratter izzano ​ il nostro tempo, segnate dai momenti più critici della fase di pandemia; tocca con delicatezza i mesi nei quali è iniziata l’emergenza nel mondo, e riporta le sue personali impressioni percepite in maniera molto ampia grazie al suo acuto sentore, s oprattutto quando passeggia da sola nella sua Rionero, per meditare e introspezionarsi, nei momenti di “Libertà” che le misure restrittive imposte dal governo hanno deliberato. Offre un grande gesto di gratitudine a tutti gli infermieri del mondo, al perso nale sanitario, agli sguardi di chi “parla” con gli occhi, non potendo farlo con le labbra (nascoste dalla mascherina) ; si focalizza sul mutare degli scenari naturalistici che la emozionano e le danno un senso di gioia, di speranza, di giovialità. Anali zza i suoi timori e quelli degli altri con tatto, finezza, e li esorcizza guardando il cielo, i fiori, le rondini, regalandoci gli attimi di fotografia (immortalati dalla sua grande SENSIBILITÀ prima che dalla fotocamera) che, senza dubbio, “arriva” alle a nime che sanno accogliere una “annunciazione” emozionale e autentica di chi vuole guardare il mondo con un nuovo sguardo, una nuova prospettiva. Mi piace, a tal proposito riportare una poesia dell’autrice che mi ha colpito particolarmente: “Voglia di ripartire/ riprendersi la vita/ provare a sognare /insieme per ricominciare/ vicini e lontani all’ombra di un nuovo giorno”. 

 Carmen Piccirillo​

Commenti

Post popolari in questo blog

📰 Schermi Riflessi di Armando Lostaglio: Nazzareno e la disciplina della terra

Rionero in V. - “ Bisogna toccare la terra - scriveva Tolstoj - solo con il lavoro agricolo può aversi una vita razionale, morale. L’agricoltura indica cos’è più e cos'è meno necessario. Essa guida razionalmente la vita. ”    Sovviene questo verso nel ricordare quanto lavoro ha fatto e continua a fare Nazzareno, fra le persone più colte che si possano incontrare. E’ un tenace e rigoroso contadino, che conosce le stagioni e il perché di ogni frutto che spunta dalla terra. Quante volte gli abbiamo chiesto di raccontarlo davanti ad una telecamera, per lasciare un segno tangibile, ma per umiltà e discrezione non ha mai voluto farlo. E’ portatore di una cultura che sa raccontare con un linguaggio forbito, pressoché inusuale per quella generazione. Un sapere che viene da lontano, da ragazzo, e che non conosce confini perché sa rispettare la natura e i suoi cambiamenti. Proprio come si fa con gli uomini. Nazzareno sa cogliere con mitezza ogni percezione che la terra sa emanar

📰 Segnalazioni in Primo Piano: “Il ritratto dell’anima” di Carmen Piccirillo di Michele Libutti

  “...a volte l’amore non finisce...ma le anime sanno, ancor prima delle menti, quando è il momento di riavvicinarsi...; ...alcune imprevedibilità non sono casuali. A volte può esserci lo zampino di Dio...che mette in atto una serie di eventi...” Queste sono solo alcune delle tante esternazioni che la nostra Carmen ci prospetta con una semplicità...”dell’anima”. E non potendo citarle tutte, ricorderemo il dialogo tra il tassista e la signora russa, di cui accenneremo ancora e da cui emerge che il primo rifiuta inspiegabilmente il compenso dalla seconda che ha accompagnato nel suo giro...Anche nella storia di Gionatan, il nonno Fausto e la signora Giada si nota una insolita indisponibilità ad accettare denaro per un lavoro che Fausto consegna alla signora Giada. Ma c’è anche “Dall’altra parte del recinto”, “Gli alieni sulla terra”, L’artista Fabio”. I temi sono tanti e finiscono e si riassumono tutti in una osservazione di Carmen, fatta durante una conversaz

📕 Autori: La paura e la speranza di Carmen Piccirillo

La paura e la speranza. Mi fa paura la cattiveria   quella gratuita   quella che   ferisce la delicatezza   che lede l'interiorità   Mi fanno paura le parole   di chi non le ascolta   di chi non si ascolta   Mi fa paura l'insensibilità   quella di chi pensa   che gli altri non abbiano un'anima   Mi fa paura il giudizio affrettato   di chi punta un dito  e non analizza se stesso   Ma riprendo il coraggio   quando guardo il cielo   con il suo colore   per andare oltre   per guardare altrove   oltre uno schema   oltre un problema   Perché confronto   il limite con l'infinito   L'infinito mi salva!   Carmen Piccirillo