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📰 Segnalazione in Primo Piano: Recensione di Nunzio Smacchia su "Avana killing" di Gordiano Lupi


In questo bellissimo noir, classico e lineare, non fatevi ingannare dai riti esoterici, dai santeri e dai bobalos (santi della tradizione cattolica) e soprattutto dalla Santeria, il rito tradizionale cubano, costituito dalla commistione di culti africani e religione cattolica. Tutto questo fa da sfondo alla trama di un noir immerso in un’atmosfera di riti sacrificali che avvolge la capitale cubana. Alla base di questo palpitante romanzo, però, c’è soprattutto l’amore disperato in tutte le sue forme: coniugale, filiale e quello tra uomo e donna. La costruzione dell’intreccio è semplice e si viene portati per mano dall’autore per tutto il percorso narrativo fino al sorprendente finale, che si può intuire solo se si è stati attenti nella lettura ai particolari disseminati nelle descrizioni fatte in occasione delle uccisioni. La bellezza di questo libro sta nella presenza di una approfondita descrizione della cultura cubana che fa da sfondo agli ingredienti tipici di un caso da risolvere in presenza di un serial killer. Il gioco equivoco si fa intenso e particolare tra credenze pseudo religiose e l’amore di una madre che ritrova insperatamente un figlio, che si risveglia dopo essere stato per due mesi in coma. La storia si dipana con sapienti colpi di scena e porta l’ispettore incaricato di svolgere l’indagine sulle tracce di un conclamato assassino seriale, che, alla fine, si scopre essere la persona meno sospettata, ma che si tradisce per la sua mania di feticismo, tipica di chi è affetto da una certa patologia psichica che il colpevole si porta dietro da diverso tempo. Lo stile narrativo è semplice e asciutto, scevro da manierismi e da incrostazioni letterarie, che scorre liscio e caratterizza l’impianto costruttivo per la sua essenzialità. Si nota nella tessitura del romanzo la mano non solo di un profondo conoscitore dell’ambiente della capitale cubana, l’Avana, e dei riti esoterici e arcani che vi si svolgono, tanto da sembrare scritto da un autentico cubano, ma anche di un esperto di nomenclatura criminologica, da far invidia ai veri studiosi del crimine e dintorni. In definitiva, si è in presenza di un mirabile connubio tra auree culturali della società cubana e una magistrale calligrafia criminale, che fanno del romanzo un bell’esempio di opera criminologica del mondo dei serial killer. Un libro che merita di raccogliere più di quanto abbia ottenuto fino ad ora. Ma non è mai troppo tardi.

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