Passa ai contenuti principali

📰 Schermi Riflessi: La Bellezza leva di identità e di ripartenza di Rocchina Adobbato

 
La pandemia ci sta insegnando a vivere diversamente, ad apprezzare la lentezza, a soffermarci a guardare la bellezza che ci circonda, dallo sbocciare di un germoglio al risveglio della primavera, a prendere consapevolezza che la natura ha i suoi tempi. Questi lunghi mesi di emergenza sanitaria, al di là della drammaticità, ci hanno ricordato l’importanza dei gesti semplici e delle cose che davamo per scontate, come andare a prendere un caffè al bar, camminare per strada, andare in bici, incontrare gli amici. Questa necessità delle relazioni umane è straordinaria e vitale e forse solo ora che ci manca così tanto l’abbiamo compresa e valorizzata. In attesa di riprenderci la tanto desiderata normalità affacciamoci a una nuova finestra, quella della bellezza e del cambiamento. Una finestra da cui guardare a un cambiamento all’insegna del benessere collettivo, della trasformazione e della partecipazione che renda più vivibile e bello il nostro territorio. In tempi difficili e incerti come quelli che stiamo vivendo, il senso della bellezza sembra suggerire che un altro mondo è possibile. Questo è il tempo della rinascita e del riscatto, della valorizzazione della creatività, del miglioramento della qualità della vita, della progettazione culturale e della tutela del patrimonio storico e artistico della nostra regione. La bellezza può essere la leva dell’identità e della ripartenza della nostra Basilicata ma bisogna pensare non solo a quanto conta ma sapere anche quanto vale. Il Sud è da sempre considerato sinonimo di Bellezza, in virtù del suo patrimonio culturale, artistico, monumentale, paesaggistico, ma non può continuare a percepirsi “bello” soltanto perché dotato di antichi patrimoni ereditati dal passato. Deve piuttosto iniziare a puntare su fattori finora ritenuti “infruttiferi”, come la cura dei beni comuni, la manutenzione dei paesaggi e della qualità urbana, il benessere e la felicità dei cittadini, facendo leva sulla dimensione sociale delle comunità locali, sulla qualità della vita nei territori di provincia, sull’entroterra, sull’agricoltura e sull’artigianato di eccellenza, sul “made in Italy”, sulle piccole imprese e sull’industria creativa e culturale. La ripresa deve partire da questo immenso patrimonio materiale che unito a quello immateriale di Benessere, deve creare un nuovo modello economico capace di esaltare intuiti, creatività e abilità, di cui imprenditori e imprenditrici illuminate siano interpreti e protagonisti. Custodire il creato è un nostro dovere civico, rimettere al centro la persona e riconoscere il primato della cultura non sono soltanto etici e “giusti”, ma anche “convenienti” da un punto di vista economico: paradigmi necessari e funzionali per giungere a una piena valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale, materiale e immateriale. Nella prospettiva di un mondo futuro sempre più dominato dalla tecnologia, si deve valorizzare e coltivare il fattore umano, riportando l’individuo al centro delle dinamiche produttive e riservando alle relazioni umane un posto di prim’ordine nelle strategie aziendali. Bisogna ripartire dalle relazioni e dalle connessioni, dal senso di appartenenza e dal senso civico, dalla reciprocità dei gesti quotidiani e dai talenti, dalla competenza e dal merito, attraverso scelte di indirizzo e pianificazioni che guardino a orizzonti di medio-lungo periodo. Non ci sono ricette magiche né soluzioni pronte ma è necessario immaginare un percorso. Ripartendo dalla consapevolezza di essere chiamati a onorare il patrimonio e l’eredità culturale che ci hanno consegnato i nostri padri, ma anche dalla responsabilità di creare valore contemporaneo, per garantire un futuro ai nostri figli. Dobbiamo dare impulso a una stagione culturale completamente nuova, in grado di rispettare i principi costituzionali di salvaguardia, conservazione e tutela e con l’imperativo necessario di produrre valore reale (occupazione, reddito, benessere), per entrare con dinamismo nell’era dell’intelligenza collettiva e condivisa, digitale e social. La valorizzazione deve essere economica e culturale. L’investimento sul futuro che punta sulla bellezza si esprime con una cultura d’impresa che sa guardare lontano e che promuove comportamenti virtuosi sempre più attenti all’individuo e alla comunità, permeata delle specificità femminili di cura, coraggio, cultura, relazioni, solidarietà, inclusione, rispetto della natura. Una​ visione dell’umanità fatta di amore, cura, passione, sensibilità e ascolto può essere il nostro giacimento di ripresa, di riscatto e di rilancio.

Commenti

Post popolari in questo blog

📰 Segnalazioni in Primo Piano: ‍A MARATEALE IN ARRIVO NANCY BRILLI, LUCIA OCONE, CINZIA TH TORRINI E GIOVANNI ALLEVI

Nancy Brilli, Lucia Ocone e Cinzia TH Torrini riceveranno un riconoscimento nel corso della tredicesima edizione di “Marateale - Premio internazionale Basilicata”, che si terrà dal 27 al 31 luglio nella splendida location dell’hotel Santa Venere a Maratea. Per le due attrici, Brilli e Ocone, si tratta della prima volta alla Marateale, dove verranno premiate per la loro lunga e trasversale carriera mentre per la regista Cinzia TH Torrini si tratta di un gradito ritorno. “Sono felice che Lucia Ocone e Nancy Brilli abbiano accettato il nostro invito, perché noi di Marateale ci teniamo a premiarle per il loro essere così camaleontiche, visto che da anni riescono a ricoprire con disinvoltura sia ruoli divertenti che drammatici con eguale credibilità in film e fiction di enorme successo” dichiara Antonella Caramia, presidente dell'associazione Cinema Mediterraneo che organizza la kermesse, che aggiunge: “A completare questo tris di donne c’è Cinzia TH Torrini, amica di vecchia data dell

‍📰 Schermi Riflessi di Armando Lostaglio: Rionero in Vulture senza cinema e teatro, dopo 150 anni

Una comunità, senza una sua piazza-agorà e senza un teatro, annienta ed annichilisce una storia che ha quasi tre millenni, ed è indegna di chiamarsi tale. Non è comunità, ma congerie irrilevante di case e di abitanti. E’ l’amara considerazione che scaturisce all’interno comunità di Rionero in Vulture, che da quasi un decennio non ha più un suo cinema né teatro. Nonostante tutto, il CineClub “De Sica” Cinit - che abbiamo fondato da quasi un trentennio - non smette le proprie attività di cultura cinematografica, compiendone almeno una quarantina ogni anno, non solo nella città fondativa. Si utilizzano sale di “fortuna” (centro Anziani, giovanile parrocchiale) adibendole alla bisogna, oppure realizzando proiezioni in arene d’estate (come a Monticchio) o in atri storici (Giardino palazzo Fortunato). “Portatori sani di bellezza” definisce il sociologo De Masi chi diffonde cultura. 

📕 Autori: Madonna del Carmelo... preghiera in versi di Vito Coviello

16 luglio, Madonna del carmelo...   madonna mia,  madre mia divina,  tu dall'alto del mondo ci proteggi tutti,  tu dall'alto del monte proteggi noi lucani,  tu dalla civitas sei di Matera patrona,  tu, agli aviglianesi tanto cara,  dal sacro monte proteggi il popolo tutto,  che in te confida,  nostra celeste mediatrice  verso il Signore padre nostro.  Madonna mia, madre mia,  ti chiameranno Bruna,  ti chiamerranno Annunziata, Addolorata ed Assunta,  ma per me,  nato alle pendici del Carmelo  e sotto il tuo mantosei la madonna del Carmine  protettrice di tutti gli aviglianesi nel mondo.  Maronna mia oggi, 16 luglio,  come da sempre,  le nostre mamme terrene,  a te vengono, a piedi scalzi,  e con in testa il cinto di candele  e fiori addobbati,  per rinnovare il patto  e mettere noi tutti sotto il tuo manto addobato di stelle.....   Vito Coviello,